martedì 3 gennaio 2012

Nigeria: l'esercito rassicura i cristiani minacciati da Boko Haram. Intervista al vescovo Kaigama (R.V.)

Nigeria: l'esercito rassicura i cristiani minacciati da Boko Haram. Intervista al vescovo Kaigama

All’indomani dell’ultimatum lanciato dal gruppo estremista islamico Boko Haram, che intima i cristiani a lasciare il nord della Nigeria entro tre giorni, cresce la paura nel Paese africano. Non sono bastate, infatti, le rassicurazioni della polizia nigeriana che ha definito “vuote e senza fondamento” le minacce e gli avvertimenti dei fondamentalisti. “Vogliamo assicurare tutti i nigeriani che essi sono al sicuro ovunque risiedano”, ha detto Yemi Ajayi, portavoce delle forze dell’ordine citato dall'agenzia AsiaNews.

“La polizia nigeriana – ha aggiunto – ha il mandato di proteggere vite e proprietà e continuerà a offrire questa responsabilità senza timori e favoritismi”. Queste rassicurazioni confermano in realtà i timori diffusi dopo gli attentati che il 25 dicembre hanno colpito chiese cristiane alle porte di Abuja, nella città di Jos e in altre località del nord-est provocando oltre 40 vittime. A Madalla, teatro del più sanguinoso degli attacchi, il dolore è ancora molto forte ma si cerca di riprendere subito la strada del dialogo con la comunità mussulmana. Padre Issac, scampato all’esplosione che ha devastato la chiesa di Santa Teresa, è convinto della necessità di un impegno nuovo: “La cultura del dialogo e della convivenza pacifica – ripete il parroco – è un patrimonio della Nigeria che va tutelato, a cominciare dalle aule scolastiche.

Le comunità cristiane hanno paura – denuncia infine padre Issac – anche perché la recente abolizione dei sussidi che tenevano bassi i prezzi della benzina possono alimentare le tensioni sociali e favorire gli estremisti”. (A cura di Marco Guerra)

Sulla drammatica situazione dei cristiani, Emer McCarthy ha intervistato l’arcivescovo di Jos, mons. Ignatius Ayau Kaigama:

R. – Churches have been destroyed...

Le chiese sono state distrutte e sono andate perdute delle vite e non c’è segno che tutto questo possa finire, finché il governo non interverrà in maniera decisiva. Non abbiamo mai smesso di chiedere ai cristiani di avere consapevolezza della questione della sicurezza: quando si recano in chiesa, devono essere attenti e devono fare attenzione perfino nelle loro stesse case. Noi diciamo no alle rappresaglie e continuiamo a predicare la pace, sperando che tutti noi, in Nigeria, musulmani e cristiani, saremo in grado di lavorare e vivere felicemente insieme. Questa è la nostra posizione: no alla violenza, no alla rappresaglia. Vogliamo vivere nella pace.

D. – Sono molti i cristiani che hanno iniziato a lasciare il Nord?

R. – Yes, in the core of the Northern States where…

Sì, nel cuore del Nord dello Stato dove c’è la maggioranza dei musulmani, molti cristiani si sentono poco accettati … Quindi, non meraviglia che abbiano deciso di ricollocarsi in zone più sicure.

D. – C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere?

R. – We just continue to appeal …

Noi continuiamo a fare appello alla ragione, a chiedere di parlarci ed io credo che sia possibile. E’ possibile che in questo Paese musulmani e cristiani possano ragionare insieme. Sappiamo che ci sono altre forze perfino dietro ai cosiddetti Boko Haram, ma al momento non sappiamo nemmeno chi siano i Boko Haram, cosa vogliono. Ci sono alcune forze segrete dietro di loro: in Nigeria o all’estero … (ap/gf)

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