martedì 17 gennaio 2012

Aborto, Osservatore Romano: troppe bambine eliminate prima di nascere (Izzo)

ABORTO: OSSERVATORE, TROPPE BAMBINE ELIMINATE PRIMA DI NASCERE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 16 gen.

"L'aborto sicuro e legale contribuisce ad aumentare il numero delle femmine eliminate prima della nascita".
Lo afferma l'Osservatore Romano, in un commento a firma di Lucetta Scaraffia, editorialista di punta del quotidiano vaticano e docente di storia contemporanea all'Universita' La Sapienza. Per il giornale della Santa Sede, "e' molto difficile combattere nello stesso tempo la battaglia per l'aborto piu' sicuro e quella contro il gendericidio", cioe' la selezione dei feti in base al sesso. L'eliminazione dei feti femmina puo' infatti essere considerata "una logica estensione del diritto dei genitori di controllare il numero, il timing, il distanziamento e la qualita' dei figli, ormai generalmente considerato insindacabile".
L'articolo prende spunto dall'allarme che Amartya Sen aveva lanciato in un celebre saggio del 1990, rilanciato recentemente da Anna Meldolesi nel volume "Mai nate. Perche' il mondo ha perso 100 milioni di donne", edito da Mondadori.
"Il fatto che tante donne che non sono ignoranti ne' emarginate - scrive l'Osservatore citando il libro della Meldolesi - decidano di abortire altre 'donne', ovviamente, e' come un virus immesso nel sistema delle argomentazioni pro-choice e rappresenta una sfida per il pensiero femminista ma anche per tutti i progressisti".
"Un dramma gigantesco che fatica a trovare voce sia nei centri di ricerca che sui media", rileva la professoressa Scaraffia, sottolineando che "ancora una volta, dopo il caso dell'eugenetica del Novecento, vengono alla luce i pericoli insiti nel diritto a controllare le nascite".

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe ora di sfatare il mito che ad abortire siano solo donne in condizioni disagiate e pertanto basti un aiutino (peloso) per dissuaderle. Se l'aborto, compreso quello chimico difficilmente quantificabile, è un diritto, giustamente dice la Lucetta, è inutile scandalizzarci. D'altronde nei secoli se ci fosse stato l'aborto libero e garantito (in Italia pure con la mutua), moltissime donne avrebbero ben volentieri fatto a meno di partorire e allevare bambini, ma si sarebbero dedicate ad attività meno faticose e costose, e il genere umano sarebbe come i panda. Senza nessuna implicazione religiosa, nei paesi occidentali l'aborto è una catastrofe, ma sembra che solo l'Ungheria se ne sia accorta. Eufemia

Anonimo ha detto...

Qualche femminista proporrà, forse, di aumentare gli aborti di nascituri maschi per rispettare le "pari opportunità".
Mi permetto una considerazione parzialmente fuori tema, ma non troppo. A margine del dramma della Costa Concordia si è discusso, nei tanti talk show dell'orrore, delle modalità di evacquazione della nave, dando precedenza a "donne e bambini". Uno degli appunti che qualche specialista in accavallamento delle gambe in TV ha elevato in quelle occasioni era riferito al mancato rispetto di questo ordine di priorità. Ma credo che almeno su questo, al "Comandante" e all'equipaggio non possano essere mossi appunti: quell'ordine era giustificato dal fatto che ai tempi della civiltà le donne erano destinate alla più importante funzione, quella riproduttiva, e dovevano essere salvaguardate come i bambini stessi se non prima. Ora che la civilità ha lasciato il passo alle pari opportunità, cade tutto. Di cosa ci lamentiamo?
Sancho Panza