sabato 17 novembre 2012

Il card. Koch: perdono reciproco con i luterani per il Giubileo della Riforma (Radio Vaticana)


Il card. Koch: perdono reciproco con i luterani per il Giubileo della Riforma 

Si è conclusa ieri a Roma la plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani che si è svolta sul tema dell’importanza dell’ecumenismo per la nuova evangelizzazione. Al termine dei lavori, il cardinale Kurt Koch, presidente del dicastero, ha parlato anche del dialogo con le Chiese riformate che stanno preparando le celebrazioni del 2017 per i 500 anni dalla Riforma. A questo proposito ascoltiamo lo stesso cardinale Kurt Koch al microfono di Mario Galgano:

R. – Auf der einen Seite hat Martin Luther sehr viel Positives gebracht. …

Da un lato, Martin Lutero ha introdotto aspetti molto positivi: lui era appassionatamente alla ricerca di Dio, era totalmente dedito a Cristo … Eppure, Martin Lutero non voleva una divisione, ma un rinnovamento dell’intera Chiesa e questo – va detto – non gli è riuscito. In questo senso, il teologo ed ecumenista Wolfhart Pannenberg afferma che la Riforma ha fallito e il risultato di questo fallimento sono state le sanguinose guerre di religione nel XVI e nel XVII secolo. Ora, voler riunire il desiderio positivo di Martin Lutero e le conseguenze terribili della Riforma nella stessa celebrazione festosa, mi sembra molto difficile.

D. – Come celebrare allora quest’evento cercando di curare le ferite?

R. – Das könnte in einem Buβgottesdienst …

Per esempio, con una celebrazione penitenziale comune nella quale riconosciamo insieme le nostre colpe, perché il fatto che la Riforma non abbia raggiunto il suo scopo, e cioè il rinnovamento della Chiesa, ricade nelle responsabilità di entrambe le parti: le ragioni sono di ordine teologico e politico. Riconoscerlo e perdonarsi vicendevolmente per tutto questo, trovo che sarebbe un gran bel gesto.

D. – In effetti, esiste già una forte collaborazione tra la Chiesa cattolica e la Federazione mondiale luterana …

R. – Die internationale Kommission für den Dialog zwischen dem Lutherischen …
La Commissione internazionale per il dialogo tra la Federazione mondiale luterana e il Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, quindi con la Chiesa cattolica romana, hanno reso noto, dopo una lunga elaborazione, un documento comune che si chiama “Dal conflitto alla comunione”, e in questo si rivaluta il significato di questi 500 anni di Riforma, ma anche quello che è stato fatto nei 50 anni da quando questa Commissione è stata istituita, e quali punti in comune sono stati riconosciuti. Credo che questo titolo – “Dal conflitto alla comunione” – indichi nel migliore dei modi l’orientamento che il documento vuole dare e può rappresentare un ottimo punto di partenza per il cammino del futuro.

D. – Durante la plenaria avete incontrato anche il Papa; c’è da dire che una delle priorità del Pontificato di Benedetto XVI è proprio l’ecumenismo …

R. – Es ist dieses große Interesse, das der Heilige Vater an den ökumenischen …
E’ grande l’interesse che il Santo Padre ha per il dialogo ecumenico: lo rilevo ogni volta che ho occasione di parlare con lui. Il suo è un indubbio impegno per l’ecumenismo, laddove non si tratta di un ecumenismo che si muove su un puro piano filantropico e di rapporti interpersonali, ma ha piuttosto un fondamento cristologico. E’ per questo che il Santo Padre non si stanca di ripetere che l’ecumenismo presuppone da parte nostra l’approfondimento della fede e l’impegno per raggiungere un’unità visibile. Così viene a crearsi anche un profondo collegamento tra il tema principale di questa assemblea plenaria e l’Anno della Fede: infatti, l’ecumenismo e l’unità si ottengono solo sulla base della fede. E il Santo Padre ha espresso, con poche parole, questo concetto in un contesto più ampio, e questo è stato per tutti i membri e consultori del Pontificio Consiglio di grande incoraggiamento.

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5 commenti:

Andrea ha detto...

Ogni volta che si parla di "rinnovamento" della Chiesa, si scatena il finimondo.
Ai nostri giorni, è bastato proclamare l' "aggiornamento" del linguaggio -pur giustificato- per dare adito a una catastrofe.

Penso che il motivo profondo di ciò sia il fatto che la Chiesa è già, costitutivamente, "NUOVA" (Nuovo Testamento) rispetto all'Antica Alleanza. Infatti, paradossalmente, le varie ondate di "rinnovamento" finiscono con il ricollegarsi più all'Ebraismo antico che alla realtà cattolica contemporanea.

Non una parola, da parte del Cardinale, sul concetto di "eresia"

Domingo (Cile) ha detto...

Cada vez que leo declaraciones de este Monseñor quedo con un sabor amargo. Si el desea pedir perdón que lo haga. Yo prefiero rezar para que Dios tenga misericordia de ellos. Este meaculpismo aberrante ha causado mucho daño en la conciencia de los católicos.

Anonimo ha detto...

mah, le mie perplessità per celebrazioni dei 500 anni di una frattura restano.

Andrea ha detto...

Per Domingo: il "meaculpa" (nostra colpa) famoso di papa Giovanni Paolo II, nel grande giubileo del 2000, intendeva far entrare la Chiesa nel nuovo Millennio "leggera", libera dalle scorie accumulate nel suo passato. Era un "nostra colpa" ai piedi di CRISTO.

I buonisti ne hanno preso spunto per gli innumerevoli meaculpa reciproci, che poi significano "Non esiste la Chiesa/Corpo Mistico". Come dicevo giorni fa, l'obiettivo sognato da costoro è che venga un Papa che dica "Scusate, abbiamo sempre detto che Cristo è vivo oggi, ma non è vero".
Più "amargo" di così !!

Feliz domingo, a pesar de todo ello! (spero sia giusto)

Anonimo ha detto...

Ad essere sinceri fno alla'brutalità'i mea culpa li dovrebbero fare soprattutto i potestanti,se non altro per avere in una qualche maniera causato o perlomeno concausato sanguinose guerre di'religione',sofferenze indicibili ai laici e dimostrando nei fatti neppure un'ombra di carità e perdono cristiano,visto che si definiscono tali;dopo 500 anni le divisioni pesano ancora come un macigno sulla coscienza di tutti indistintamente,invece a pagare è sempre e soltanto la chiesa cattolica,ma tant'è ,almeno è più fedele alle parole del Maestro'vi perseguiteranno e vi condanneranno per causa mia...'per inciso il mea culpa di GP2,tanto apprezzato da certe linee di pensiero,causò un certo'attrito'con l'allora prefetto della Cdf che non era affatto d'accordo e che obbedì per ordine,non per sua convinzione,poi venne pubblicata la Dominus Iesu,scritta da lui in persona e condannata con virulenza da protestanti ed ebrei,perchè distruggeva il'cammino verso un dialogo ecumenico'...palabras palabras palabras,nunca mas...GR2