lunedì 2 luglio 2012

Fede, relativismo, conversione. Lo scambio di lettere fra due amici: Roberto Oliva (seminarista) e Martino Ciano (giornalista). La presentazione e due estratti

Cari amici con grande piacere e gratitudine porto alla vostra attenzione la presentazione del lavoro di due giovani amici, Roberto Oliva (seminarista) e Martino Ciano (giornalista), che discutono di temi quali la fede, la chiesa, i desideri dei giovani, l’amore, la vocazione, il relativismo, la conversione, la difficoltà di credere...
Seguono due estratti dal testo.
Grazie ancora per questa bella opportunita'.
R.



Presentazione progetto epistolario


Il lavoro che vogliamo presentare è una raccolta di lettere che due amici si scrivono dopo essersi conosciuti per confrontarsi su temi quali la fede, la chiesa, i desideri dei giovani, l’amore, la vocazione, il relativismo, la conversione, la difficoltà di credere . Da una parte abbiamo Roberto, giovane seminarista, dall’altra Martino, giovane giornalista e scrittore da poco rientrato nella Chiesa dopo lunghi anni di agnosticismo e successi culturali. Il progetto nasce molto spontaneamente e solo durante l’elaborazione i due amici pensano di collaborare attraverso le loro riflessioni ad una causa più grande. In realtà l’intero carteggio contiene le domande e le attese di tanti giovani e adulti di oggi, tante domande, tanti dubbi, tanta confusione su come vivere la vita. Nella sensibilità di Roberto troviamo l’immagine della Chiesa, di un ragazzo innamorato della vita, ma soprattutto sedotto dall’amore di Dio e sceglie di entrare in seminario. Nella persona di Martino vediamo l’uomo di oggi dilaniato da dubbi e alla ricerca di una Chiesa che sia autentica compagna di vita, troviamo quindi la critica ad una Chiesa che può apparire ripiegata su se stessa,   una persona che soffre le doglie del parto della verità, che oscilla fra certezze e dubbi esistenziali. I due giovani autori si propongono di aprire il loro cuore e raccontare in semplicità la fatica e la gioia di vivere, confrontarsi anche su temi complessi senza chiudere le porte, far parlare tra di loro due mondi che potrebbero sembrare incompatibili. Il progetto vuole dimostrare come anche nel piccolo sia importante costruire ponti tra le persone a prescindere dalla razza, dal credo, dalle ideologie. Dialogare chiesa e uomini, credenti e non credenti. Nell’evoluzione del progetto la personalità di Roberto rimane stabile, mentre assistiamo ad un mutamento di prospettiva da parte di Martino, il quale dopo anni di ricerca e allontanamento dalla Chiesa, rientra timidamente a far parte della comunità cattolica riscoprendo la bellezza del suo battesimo grazie all’opera di evangelizzazione dei nuovi carismi della Chiesa. Il progetto quindi nasce e si sviluppa senza pretese, però riserva anche sorprese degne dei migliori romanzi frutto della inattesa provvidenza di Dio. Il manufatto è ancora ad una fase di abbozzo, però l’intenzione degli autori è quella di contribuire al bene del loro territorio attraverso iniziative volte a stimolare il dialogo tra credenti e non credenti, tra giovani e chiesa, nell’ambito della nuova evangelizzazione e del cortile dei gentili. Attraverso questo semplice lavoro ci si propone di stimolare nei nostri paesi la nascita di un clima idoneo affinché si torni a parlare di Dio nelle piazze, nei centri culturali, negli ambienti giovanili, e ci si interroghi con nuovo fervore sulla nostra vita, sulla Chiesa, sulla fede. Creare veri e propri cenacoli dove sacerdoti, professori, giovani, atei, gente bisognosa di riposte, studenti, genitori possano confrontarsi, ascoltarsi e riflettere sul senso della vita. Lo spirito dell’epistolario è quello del cammino, della ricerca: infatti i due autori sono l’immagine dell’anima dell’uomo, che come un pellegrino cerca la verità.  Alleghiamo due estratti dal testo nella speranza di rendere l’idea. Sono quattro lettere ancora bozze, che vedono aperto il cuore di questi due giovani e raccontarsi le loro esperienze, i loro stati d’animo, i loro dissidi. Le prime due risalgono all’inizio del progetto, mentre le ultime alla fase finale. Si può notare quindi la crescita e addirittura il mutamento di prospettiva degli autori, comprendendo bene come l’opera non sia statica ma uno specchio del divenire delle varie fasi della vita, dell’apertura all’azione di Dio nella nostra storia personale. Siamo felici di accettare consigli per un eventuale titolo, coraggio!
Oliva Roberto e Ciano Martino


E' fatto divieto di riprodurre o utilizzare in qualunque modo i testi segnalati nella versione integrale o in parte.

Nessun commento: