giovedì 5 aprile 2012

Il Papa affronta direttamente il tema della disubbidienza interna alla Chiesa. I preti "ribelli" austriaci lo ringraziano così come il card. Schoenborn

Papa/ Ribatte ai 'disobbedienti' austriaci, loro lo ringraziano

"E' via per rinnovare la Chiesa?". "La sua una spiegazione aperta"

Città del Vaticano, 5 apr. (TMNews)

Il Papa ha rotto il silenzio sulla dissidenza nata tra i preti cattolici europei e, nell'omelia della tradizionale messa del giovedì santo per la benedizione degli olii, ha parlato apertamente del manifesto alla disobbedienza che da alcuni mesi sta raccogliendo adesioni in Austria e, al contempo, sta allarmando i vertici della Santa Sede.
Il tono di Benedetto XVI è argomentativo, come è solito del papa-teologo, ma le conclusioni sono una chiusura dottrinale alle riforme ecclesiologiche proposte dai ribelli, a partire dall'introduzione del sacerdozio femminile.
Il sacerdote che guida la fronda, però, in un'intervista a 'TMNews' ha salutato la "apertura" di Ratzinger, il suo riconoscimento della buona fede dei preti austriaci e, pur contestando l'impossibilità di modificare il magistero ecclesiastico, ha accolto con favore la presa di posizione pubblica del Papa, attribuibile, a suo avviso, al fatto che le proposte di riforma hanno ormai attecchito anche in altri paesi europei, a partire dall'Irlanda, scossa a partire dal 2010 da un epocale scandalo pedofilia.
"Di recente - ha detto oggi il Papa nella messa che precede l'avvio del 'triduo pasquale' - un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero - ad esempio nella questione circa l'Ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore". La 'Pfarrer Initiative' (iniziativa dei parroci) è stata lanciata nel 2006 da mons. Helmut Schueller, 59 anni, oggi parroco di St. Stephan nel villaggio di Probstdorf. In passato è stato presidente della Caritas austriaca e vicario generale del cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn. La sua fama, però, nasce dopo. Quando, finito il sodalizio con Schoenborn, ha pubblicato un "appello alla disobbedienza" che chiede, tra l'altro, il sacerdozio femminile, la comunione ai divorziati risposati, l'abolizione dell'obbligo del celibato, il maggior ruolo dei laici nella vita ecclesiale sacramentale.
Il lungo passaggio che il Papa ha dedicato alla disobbedienza è articolato e denso di interrogativi, come è proprio di un uomo di Chiesa che non gira attorno ai problemi più spinosi. "La disobbedienza - ha detto - è una via per rinnovare la Chiesa? Vogliamo credere agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove - per riportare la Chiesa all'altezza dell'oggi. Ma la disobbedienza è veramente una via? Si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee?".
Ratzinger ha proseguito la sua omelia affermando: "Ma non semplifichiamo troppo il problema. Cristo non ha forse corretto le tradizioni umane che minacciavano di soffocare la parola e la volontà di Dio? Sì, lo ha fatto, per risvegliare nuovamente l'obbedienza alla vera volontà di Dio, alla sua parola sempre valida". Insomma, "Egli ha concretizzato il suo mandato con la propria obbedienza e umiltà fino alla Croce, rendendo così credibile la sua missione. Non la mia, ma la tua volontà: questa è la parola che rivela il Figlio, la sua umiltà e insieme la sua divinità, e ci indica la strada". Prima di lasciare l'argomento, però, il Papa si è soffermato ancora sulla disobbedienza: "Lasciamoci interrogare ancora una volta: non è che con tali considerazioni viene, di fatto, difeso l'immobilismo, l'irrigidimento della tradizione? No. Chi guarda alla storia dell'epoca post-conciliare, può riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti pieni di vita e che rende quasi tangibili l'inesauribile vivacità della santa Chiesa, la presenza e l'azione efficace dello Spirito Santo. E se guardiamo alle persone, dalle quali sono scaturiti e scaturiscono questi fiumi freschi di vita, vediamo anche che per una nuova fecondità ci vogliono l'essere ricolmi della gioia della fede, la radicalità dell'obbedienza, la dinamica della speranza e la forza dell'amore".
"Non è dunque la disobbedienza la strada, ma nemmeno l'irrigidimento", ha riassunto l''Osservatore romano', che in un editoriale del direttore Giovanni Maria Vian ha colto l'occasione dell'omelia odierna per ribadire che quella del Papa è stata "una riflessione lucida e mite, che una volta di più cancella lo stereotipo di un Papa debole che non governerebbe la Chiesa".
Interpellato da 'TMNews', mons. Schueller commenta la "spiegazione aperta" del Papa vedendo il bicchiere mezzo pieno.
"Il Papa - ha detto il sacerdote dal suo villaggio di Probstdorf - ci riconosce l'intenzione di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa e dal desiderio di guardare al suo futuro. Poi, tuttavia, afferma, citando Giovanni Paolo II, che il magistero non può essere modificato, ad esempio su questioni come il sacerdozio femminile. Noi, e molti fedeli, su questo non siamo d'accordo. Nel corso dei secoli la Chiesa ha già modificato il proprio insegnamento su molti punti. Ma nel complesso - ha detto Schueller - il tono del Papa non era aspro". Schueller ha ribadito che alla sua iniziativa hanno aderito ormai oltre 400 sacerdoti, pari a un decimo del clero austriaco, e - per un recente sondaggio della Gfk-Umfrage - il 72% dei preti austriaci "simpatizza" con l'appello. E, soprattutto, il movimento è uscito fuori dall'Austria. In Irlanda, in particolare, la Association of Catholic Priests (www.associationofcatholicpriests.ie) è cresciuta esponenzialmente in seguito all'esplodere dello scandalo pedofilia nell'isola. E anche in Francia il gruppo "per una vera obbedienza al Vangelo" sta raccogliendo consensi (sapafrance.canalblog.com). E inoltre gruppi sono nati in Germania, Slovacchia, Australia, America Latina, Stati Uniti, Africa. Per il leader dei preti ribelli "è probabilmente questa internazionalizzazione che ha spinto Ratzinger ad affrontare per la prima volta pubblicamente il tema della disobbedienza austriaca". Per mons. Schueller, ad ogni modo, è significativo che il Papa non abbia affrontato il gruppo ribelle con una scomunica. "E' consapevole - afferma - che qui in Austria su questi temi c'è discussione e che le nostre idee sono seguite da molti fedeli. E che la questione, di conseguenza, non si può risolvere con una sanzione".
Da Vienna, intanto, il cardinale Schoenborn ha salutato le parole del Papa come "un incoraggiamento per la Chiesa austriaca".
L'ex allievo del Papa - di recente al centro di una polemica per aver avallato l'elezione di un giovane gay nel consiglio pastorale della sua parrocchia contro la volontà del parroco - è stato però molto attivo in questi mesi nel tentare di ricomporre quello che egli stesso ha paventato come un inizio di scisma. Lo scorso 23 gennaio - lo ha rivelato Guido Horst su 'Vatican Insider' - Schoenborn, accompagnato dai vescovi di Salisburgo, Graz e St. Poelten, aveva incontrato i vertici della Segreteria di Stato e vaticana e della Curia romana per affrontare assieme la disobbedienza di Schueller e dei suoi ormai numerosi seguaci.
Il Papa peraltro aveva parlato dei 'disobbedienti' anche con il ministro degli Esteri autriaco, Michael Spinderegger, che aveva ricevuto a inizio settembre in Vaticano. La diocesi di Vienna, peraltro, ha annunciato di recente la prossima pubblicazione di un volume del teologo viennese Jan-Heiner Tueck che contiene, tra l'altro, contributi di Schoenborn e Schueller.
Dall'Irlanda, intanto, dove i preti del movimento dissidente Association of Catholic Priests sarebbero già oltre 600, l''Irish Catholic' ha riferito che il loro leader, padre Tony Flannery, è "sotto indagine del Vaticano" per le sue prese di posizione, tanto che ha smesso di tenere una rubrica mensile nel mensile 'Redemptorist Reality magazine'.
La recente visitazione vaticana per affrontare lo scandalo degli abusi sessuali del clero dell'isola, del resto, si era conclusa con una nota, pubblicata poche settimane fa, che conteneva un passaggio nel quale si leggeva: "Poiché i visitatori hanno incontrato anche una certa tendenza, non prevalente ma ciononostante piuttosto diffusa tra i preti, i religiosi e i laici, di avere opinioni teologiche diverse dagli insegnamenti del magistero, questa seria situazione richiede una particolare attenzione, indirizzata principalmente ad una maggiore formazione teologica. Deve essere sottolineato - si legge nel documento pubblicato in contemporanea a Dublino e in Vaticano - che il dissenso dagli insegnamenti fondamentali della Chiesa non è il corretto percorso per il rinnovamento".

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13 commenti:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Insomma, ribelli erano, sono e resteranno; non condividono la dottrina bimillenaria della Chiesa e lo dicono chiaramente ed impunemente perché fan leva sul numero.
Non si aspettano sanzioni, ma benedizioni vedono aperture in una frase troppo benevolente, ma in forma dubitativa nella sostanza, del Papa.

Laurentius ha detto...

Ciao Raffaella, buon inizio del Triduo Santo.
Che dire di questi ringraziamenti? Mah, io da piccolo difficilmente ringraziavo i miei per le (poche ma giuste) sculacciate. Evidentemente il senso di quest'omelia sfugge, oppure lo si fa sfuggire...

Anonimo ha detto...

Pare che card. Schönborn abbia letto in quest`omelia, al pari dei dissidenti, un`apertura a riforme.

Dubito molto che card. Schönborn sia incapace di intendere il vero significato di quest`omelia: evidentemente non lo vuole capire. Il pesce inizia a puzzare dalla testa!

Sarebbe ora che il Vaticano inviasse una bella visitazione in Austria.

Caterina63 ha detto...

Concordo con Dante... e aggiungo: quanta desolazione e quanta tristezza!!!

Non si aspettano sanzioni, questo Papa non ne vuole dare, ma è davvero perverso e diabolico pensare che il Papa li stia approvando o approvi le loro stesse richieste, come fanno capire gli intervistati, compreso Schonborn che è arrivato alla frutta... magari fosse "incapade di intendere" sarebbe giustificato!! qui c'è dolo, e dolo perverso, pensano che il Papa stia cedendo o cederà alle loro pressioni, al "fatto compiuto"... non hanno capito che il TEMPO DELLA MISERICORDIA potrebbe finire.. e se è vero che la pazienza del Signore è sconfinata, non è affatto vero che essa non preveda la Sua Giustizia per i danni che si compiono...


Crux fidélis, inter omnes arbor una nóbilis! http://www.gloria.tv/?media=275754 Embarassed
Nulla talem silva profert fronde, flore, gérmine.
Dulce lignum, dulces clavo dulce pondus sústinens!

Buon Venerdì Santo a tutti !
Cristo ci salvi!

Fabiola ha detto...

Capisco che il Papa ha parlato in italiano e non in tedesco, ma quel "vogliamo credere ...(che siano) mossi dalla sollecitudine per la Chiesa" è, letteralmente, tremendo. E chiarissima anche l'affermazione che "Dio non guarda ai grandi numeri e ai successi esteriori, ma riporta le sue vittorie nell'umile segno del granello di senape".
La realtà, invece è Cristo.
Un santo Venerdì di Passione a tutti.
Insomma la Verità non si appoggia al consenso. Vero, cardinal Schoenborn? Il quale, peraltro, conosce benissimo l'italiano.

raffaella blog ha detto...

Concordo con Fabiola.
Una chiesa (minuscolo) basata sul consenso affonda le sue radici nel nulla perche', come disse Papa Benedetto in una memorabile catechesi, cio' che oggi e' attualissimo, domani sara' "passatissimo".
Buon Venerdi' Santo a tutti.
R.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ma la consapevolezza dell'impunità genera situazioni come queste. Alla S. Pio X si chiedono impegni e dichiarazioni che a costoro mai sono stati posti e mi si pongono, e son considerati in perfetta comunione e addirittura in buona fede. Via...

Anonimo ha detto...

I disobbedienti sono tali sia che appartengano alla SSPX sia si tratti di preti progressisti. La ferita alla Chiesa egualmente profonda. Un piccolo inciso: il card. Schoemborn raccoglie il consenso e la difesa di Rocco Buttiglione nientemeno.
Alessia

Elio ha detto...

Sconborn ..ecco il Pilato austriaco che non ha mai dato una mano a Papa Benedetto,malgrado la sua conclamata amicizia,farebbe bene a mettere in riga i preti disobbedienti ed ereticiin caso contario li cacci fuori,ammesso che siano ancora dentro la Ciesa cattolica e apostolica romana!
Le non scelte incancreniscono solo il problema e...meglio pochi che molti e tarati.

raffaella blog ha detto...

Non dobbiamo dimenticare che l'arcivescovo di Vienna e quello di Boston furono gli unici a schierarsi con Benedetto XVI quando fu messo sotto tiro dai media nel 2010.
R.

Anonimo ha detto...

sì,è vero,ma bisogna dire che Schueller,potentissimo capo della Caritas austriaca,è stato anche vicario generale di Schonborn,che la chiesa cattolica austriaca è ricchissima,sia in donazioni liquide che in possedimenti immobili di vario tipo e che solo pochi anni fa ci fu un disgustoso contenzioso fra due ordini monastici per l'amministrazione di un cospicuo patrimonio,con accuse pesantissime,un abate priore allontanato con odiosi sospetti comportamentali,ma che si rifiutò sempre di ammettere le sue presunte colpe e che ora è morto senza che venisse mai a galla la verità.Sempre di vil danaro si parla,come nel caso Croazia,sempre gli stessi vizi della chiesa,nonostante l'eroico prodigarsi di questo straordinario pontefice.

Panzer Kardinal ha detto...

raffaella dimentichi il cardinal martini il quale disse che "il papa non merita nemmeno di essere difeso perchè le accuse contro di lui sono immotivate e stupide"...schonborn che ha fatto ? Ha detto "il papa non ha colpe ma rivediamo il celibato"....ha così continuato a gettare benzina sul fuoco austriaco!!!
Mandiamo Schonborn a meditare in un monastero!

Anonimo ha detto...

La Chiesa non è democratica, la Chiesa è Gerarchica, fondata da Cristo su Pietro capo, poi gli Apostoli (i Cardinali), e via dicendo. E' una piramide con il vertice in alto, questi vogliono capovolgere la piramide (massoneria). Quando la Chiesa è Magistero è ispirata dallo Spirito Santo. Così è! Da 2000 anni così è! e così spero rimanga, altrimenti ci sarà una scissione. Spero che il Papa abbia la forza di adoperare lo strumento della "Scomunica", perché chi fa appello alla disobbedienza si eutoesclude dalla Chiesa. Se Cristo avesse voluto una donna nella Chiesa, come membro, aveva con Lui il simbolo della Donna, la nuova Eva, MARIA! Se non l'ha fatto un motivo c'è.