lunedì 12 marzo 2012

Card. Ortega: la visita del Papa a Cuba rappresenterà "una sorta di culmine, di climax" della "primavera della Chiesa" in corso nell'isola caraibica

Papa/ Arcivescovo L'Avana: Visita Cuba climax di primavera Chiesa
Card. Ortega: Speranza economia malgrado crisi e restrizioni Usa


Città del Vaticano, 12 mar. (TMNews)

La visita che il Papa compirà a Cuba dal 26 al 29 marzo prossimi rappresenterà "una sorta di culmine, di climax" della "primavera della Chiesa" in corso nell'isola caraibica, secondo il cardinale Jaime Ortega Alamino, arcivescovo dell'Avana.
"Abbiamo avuto la grande opportunità di realizzare una missione nazionale con l'immagine pellegrina della Vergine della Carità del Cobre, patrona di Cuba, oggetto di una grande devozione nazionale, che ha percorso tutta l'isola, in un vero e proprio trionfo di accoglienza, di entusiasmo, di partecipazione da parte della popolazione", ricorda il porporato intervistato da Alessandro Di Bussolo per il programma 'Octava Dies' del Centro televisivo vaticano (Ctv). "Tutto questo è stato per noi una sorta di primavera della Chiesa, una primavera in cui si è palesata quella fede del cubano, che sempre ha conservato, quella fede popolare che è stata molte volte svalutata e persino disprezzata da molti.
Eppure, è ciò che ha consentito di preservare nel popolo cubano il senso del sacro, la fede religiosa e i valori, compresi quelli della famiglia, della società e dell'individuo. In questo consiste il risveglio, che contribuisce ad accogliere ora Papa Benedetto XVI, in una sorta di culmine, di climax importante e decisivo della vita della Chiesa in Cuba".
La situazione economica di Cuba, ha detto il cardinale Ortega, intervistato dal 'Ctv' aRomanei giorni del Concistoro, "si colloca in una fase di cambiamento e, malgrado le restrizioni che ci sono, dovute alla mancanza di scambi commerciali con gli Stati Uniti, a causa del vecchio embargo economico, nonché alla crisi mondiale che limita sempre le possibilità di sviluppo e di crescita di tutti i Paesi, si è verificata una stabilizzazione e un miglioramento dell'economia. Credo questo sia un momento oserei dire di speranza.
Nel contempo si verifica un'apertura all'iniziativa privata, all'associazionismo: si possono creare cooperative, si può persino dare vita a cooperative composte da cooperative, si possono impiegare gruppi di persone negli affari, nel commercio. Insomma, si fanno passi avanti senza peraltro perdere quanto di molto positivo è stato acquisito negli anni precedenti, in termini di sanità, di educazione e di assistenza sociale".
L'arcivescovo dell'Avana ricorda poi la visita compiuta a Cuba da Giovanni Paolo II nel 1998: "Ha segnato la vita della Chiesa.
Prima di tutto ha fatto notare al cattolico cubano e agli abitanti di Cuba che la Chiesa era lì e che era viva e che quella Chiesa - talvolta molto silenziosa - aveva potuto preparare una tale visita e compariva per la prima volta in televisione davanti al popolo cubano e davanti al mondo intero. Questo è stato un passo definitivo, che ha fatto sì che la vita della Chiesa in Cuba non fosse più la stessa e che tutto il popolo cubano considerasse con altri occhi l'essenza della Chiesa cattolica, della cattolicità e di questa appartenenza alla Chiesa universale".

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