sabato 4 febbraio 2012

Ecco che cosa ha detto davvero Mons. Fellay

Clicca qui per leggere la traduzione gentilmente segnalataci.
Non penso che il Vaticano pubblichera' un comunicato chiarificatore per cui diffondiamo il testo.


Anche qui.

39 commenti:

Anonimo ha detto...

il problema al di là dei sofismi e dei bizantinismi,resta sempre lo stesso in termini di ragionamento Noi e Roma,come fossero loro gli unici depositari della cattolicità.c'è stato un concilio,nel bene e nel male bisogna accettarlo,è stato male interpretato,la liturgia è andata a farsi benedire,ma loro devono capire che non è il papa a non fare passi di avvicinamento,ma il restante che,ormai avezzo a fare ciò che più gli aggrada,non ne vuole sentir parlare e dico le alte gerarchie,BXVI ha già fatto tutto il possibile,di più non si può.

Timeo Cyrenaeos et links ferentes ha detto...

"Simon de Cyrène scrive:
3 febbraio 2012 alle 13:17
OT per Tornielli:
Fellay durante il suo sermone della Candelora annuncia ufficialmente che rifiuta di sommottersi al Magistero della Chiesa Docente e di rientrare nella Chiesa:
http://stas.org/publications/announcements-archive/552-extract-from-sermon-of-bishop-fellay-on-february-2nd-2012.html"

Niente da aggiungere. O meglio: ad futuram rei memoriam.

Anonimo ha detto...

A livello di agenzie, in principio fu l'ASCA. Poi da lì è cominciato un pernicioso cut&paste durato qualche ora (ma quanto basta per...)

Anonimo ha detto...

Mons. Fellay è un grande vescovo parla sempre con franchezza apostolica.
La Fraternità è rimasta l'ultima roccaforte,il Santuario di Jasna Gora in Polonia durante dell'invasione dei protestanti svedesi ai tempi di Giovanni Casimiro ...resitettero e salvarono la Polonia.
La vittoria sarà quella di Cristo e di Maria malgrado l'odio seminato contro la Fraternità ,colpevole solo di condurre una vita santa, di fedeltà a Cristo e alla Chiesa di sempre.
La conoscenza di episodi di miserie,infamie bassezze,infedeltà ed eresie di uomini di chiesa potrebbe esserci utile per smascherare gli avversari e difenderci ma preferisco tacere e affidare tutto a Dio.

B'Rat ha detto...

Raffaela, il tempo del verbo nella frase nella frase era sbagliato e questo potrebbe essere un esempio di errore giornalistico. Ma in realtà mi pare di capire che il significato sia comunque quello!

Se andiamo infatti a vedere nell'omelia (qua in lingua originale) il paragrafo incriminato:

"I think we could not go further in the confusion. In other words, my dear brethren, that means that they have another meaning with the word “tradition,” and even maybe even with “coherence.” And that’s why we were obliged to say no. We’re not going to sign that. We agree with the principle but we see that the conclusion is contrary. Great mystery! Great mystery! So what is going to happen now? Well, we have sent our answer to Rome. They still say that they’re reflecting on it, which means they’re probably embarrassed. At the same time I think we may see now what they really want. Do they really want us in the Church or not? We told them very clearly, if you accept us as is, without change, without obliging us to accept these things, then we are ready. But if you want us to accept these things, we are not. In fact we have just quoted Archbishop Lefebvre who said this already in 1987 – several times before, but the last time he said it was in 1987."

la mia traduzione a braccio delle frasi salienti è:

"E questo è perchè eravamo obbligati a dire di no. Noi non lo firmeremo."

Ovvero non firmeranno la proposta del Vaticano, che è esattamente quanto riportato da Tornielli. E Fellay non si limita a dire di "no" all'attuale forma: dice chiarissimamente che non ha intenzione di muoversi di un solo passo nella direzione chiesta dalla Santa Sede e, in ultima analisi, da Benedetto XVI stesso, che ha sempre insistito sulla lettura del Concilio Vaticano II in continuità con la tradizione (" We told them very clearly, if you accept us as is, without change, without obliging us to accept these things, then we are ready." cioè "Glielo abbiamo detto molto chiaramente, se ci accettate così come siamo, senza cambiamenti, senza obbligarci ad accettare queste cose, siamo pronti").

Anonimo ha detto...

Se questo non è un rifiuto, cosa deve fare mons. Fellay per convincere chi non vuol vedere, insultare personalmente il papa?
Se questi signori non accettano neanche il Catechismo della Chiesa Cattolica come interpretazione autentica del Concilio, bisogna che il papa sottoscriva come interpretazione autentica (!?)i vaneggiamenti di mons. Lefèbvre? Suvvia, cerchiamo di non cadere nel ridicolo. Tornielli è stato semplicemente obiettivo.

Raffaella ha detto...

Tornielli non c'entra nulla. Ha semplicemente ripreso un altro commento come ho fatto io.
R.

B'Rat ha detto...

(riposto perchè avevo fatto macello coi codici)

Peraltro, se anche il senso riportato dalle agenzie fosse effettivamente del tutto sbagliato, ciò non toglie che quanto mi è dato leggere nell'omelia di Fellay sia per me un pugno nello stomaco...

"On the contrary, it is our duty to continuously go there, knock at the door, and not beg that we may enter (because we are in) but beg that they may convert; that they may change and come back to what makes the Church."

Cioè, loro sono la Chiesa, e bussano alla porta di Roma perchè si converta e cambi, e torni ad essere davvero Chiesa.

Pensare che questo è come vedono la mano tesa del Papa...

"Because they say, "we are the pope, we are the Holy See" – and we say, yes. And so they say, "we have the supreme power," and we say, yes. They say, "we are the last instance in teaching and we are necessary" – Rome is necessary for us to have the Faith, and we say, yes. And then they say, "then, obey." And we say, no. And so they say to us, you are protestant. You put your reason above the Magisterium of today. And we answer to them, you are Modernists."

Quindi il Papa e la Santa Sede sono Modernisti. Touchè.

Timeo Cyrenaeos... ha detto...

Preciso, a scanso di equivoci, che quando i Cirenei portano, anziché patenti distorsioni dei fatti, la Croce (come il Cireneo originale), allora...tutto OK. :)

Anonimo ha detto...

No, B'Rat : l'argomento (retorico) di Fellay è, piuttosto :

"Voi (le Autorità romane) ci chiamate (tradi-)protestanti?
Bene: allora noi vi rispondiamo che siete modernisti!"

B'Rat ha detto...

@ anonimo:
non mi sembra affatto retorico, visto che
1) La continuazione del testo è la spiegazione di come mai considera il Papa e la Santa Sede modernisti.
2) Prima aveva appunto detto che Roma si deve convertire

Anonimo ha detto...

Tralascio di affrontare molte questioni (opportunità del sermone e della sua pubblicazione ora; virtù della prudenza e dell'umiltà; contraddittorietà di certi argomenti ecc.).
Ciò che le prime agenzie, più o meno interessatamente, hanno sbagliato è nel contestualizzare il "no", che non è stato rivolto né al Papa né alla CDF né alle trattative in corso in quanto tali, ma a due punti del Preambolo. Fellay ha cioè riassunto la sua risposta inviata in due fasi e attualmente in fase di esame a Roma. In sostanza accetta tutta la proposta e pure la sudditanza al Magistero, ma dice di non poter sottoscrivere l'interpretazione che secondo lui darebbe il nuovo Catechismo dei concetti di ecumenismo e libertà religiosa, in quanto a suo dire sarebbero contrastanti con quanto da sempre affermato dai Papi e dalla Chiesa di Roma. Sembrerebbe quindi che la CDF nel Preambolo abbia condizionato il ritorno a piena comunione alla sottoscrizione del Catechismo (analogamente al caso Anglicani) e che rimangano questi due punti in discussione. Ora secondo molte fonti la CDF avrebbe espresso parere contrario a rinunciare all'accettazione dei due punti, ma la decisione finale sarebbe stata sottoposta ieri al Papa durante un'udienza concessa al card. Levada.
http://www.sspx.org/theological_commission/bishop_fellays_response_to_cardinal_levada_being_studied_in_rome_2-3-2012.htm

http://www.kath.net/detail.php?id=35060
Alberto

Anonimo ha detto...

Giuseppe Nardi (Katholisches.info): Nessun "non possumus" di Fellay. Tentano di far fallire i negoziati.
http://www.katholisches.info/2012/02/04/kein-%E2%80%9Enon-possumus-von-msgr-fellay-versuch-scheitern-der-gesprache-rom-piusbruderschaft-herbeizuschreiben/
Alberto

Anonimo ha detto...

Fellay ha detto chiaramente "We’re not going to sign that" oppure no?
Se sì, il titolo di Tornielli è giusto e quello di Fides et forma è semplice arrampicata sugli specchi....
SdC

Anonimo ha detto...

Il caro Sig Colafemmina sembra un esperto in arrampicate sullo specchio in quest'articolo specifico. Ecco le frasi essenziali di Fellay:

(A) " è nostro dovere... pregare perché si convertano, perché possono cambiare atteggiamento verso di noi e tornare a ciò che ci fa Chiesa.": qui il nostro bravo Fellay chiede la conversione di... Roma, della Santa Sede e del Papa. Siamo in piena hybris allucinatoria: è' lui che si crede di dover confermare il Papa nella Fede

(B) "Ed è per questo che siamo stati costretti a dire di no. Non firmeremo quel documento.": e questo è un no, mica un sì. Come può il nostro caro Colafemmina arrampicarsi sugli specchi davanti a cotanta evidenza?

(C) "Ma se volete farci accettare queste cose, non lo siamo [pronti]. ": il caro Fellay non può accettare l'insegnamento legittimo della Chiesa Docente , quella di cui Cristo dice "Chi ascolta voi ascolta EM. Chi vi disprezza, Mi disprezza"...

(D) Non si nota neppure la profonda incoerenza di tutto il discorso di Fellay che dice riconsocere il ruolo del Papa e della gerarchia e della Chiesa ma che contraddicendosi, apoditticamente, conclude ma non voglio obbedire in realtà. Mysterium Iniquitatis.
Ubi Petrus ibi Ecclesia. SdC

Anonimo ha detto...

non possono pretendere che il papa si umili dinnanzi a loro e ,ad memoriam sempiternam,si rammentino che un altro papa così paziente ed accomodante,se lo scorderanno per secoli a venire.....

Anonimo ha detto...

Vedete: molti, in buona fede, dicono : "Perché Kueng -o Schueller o Farinella o...- dentro, e Fellay e compagni fuori?"

"E oltretutto, Gherardini e De Mattei mica li hanno scomunicati.."

In effetti, non è stato quello il nocciolo della questione, sinora: piuttosto, sino ad oggi, o meglio ieri, la Fraternità ha cercato, 'da fuori', di "convertire" (al loro punto di vista sul Concilio e più in generale la Tradizione) la "Roma istituzionale".

Bene: ora, a quanto capisco dalle parole di Fellay, c'è un passo avanti (e non indietro) della Fraternità: in sostanza (visto che la soluzione canonica proprosta lascerebbe loro l'agognata ampia indipendenza dai vescovi diocesani locali)essi rinuncerebbero a porre come condizione previa al loro 'ritorno' la "conversione" di "Roma-loro" , mentre in cambio (e qui sta la patata bollente in mano a Levada-Ratzinger) richiederebbero che la Santa Sede non chieda loro di sottoscrivere esplicitamente due punti "controversi" del Catechismo del '92.


In sostanza, si è passati da un "O Roma si converte, o niente!" ad un "Let's agree to disagree" - accordiamoci sul fatto che non siamo d'accordo (su un insieme molto limitato di questioni "non dogmatiche", beninteso) .

Lefebvre aveva firmato tutti i documenti del Concilio, dopotutto...

Anonimo ha detto...

Comunque, per primavera si annuncia un bel problemino all'orizzonte : se i Lefebvriani accetteranno, allora sarà rivolta dei novatori, ma, anche se non accettaranno, sarà a un certo punto reso noto in forma ufficiale (o da parte vaticana, o da parte lefebvriana) l'esatto testo del Preambolo di settembre (o peggio, sue successive più indulgenti revisioni) e della vantaggiosa offerta canonica (forse).

A questo punto, di fronte ai passi vaticani fatti in direzione della Fraternità, resi noti una buona volta noti, vi sarà una sommossa progressista (oltre a quelle già in corso ovunque..) . Probabilmente la Santa Sede sarà obbligata ad ammettere che, dopotutto, il Gherardini, De Mattei e altri non hanno poi così torto, rispetto al Concilio... E ne vedremo delle belle.

(Però, scusate, allargate un poco la visuale: a parte tutto, non vedete come, sulla questione lefebvriana, si giochi anche una mano della partita con gli Ortodossi orientali? Ma come non lo riuscite a vedere? Già, nel 2007, Mosca aveva apprezzato la liberalizzazione del rito romano tradizionale. E, quanto alla dottrina: secondo voi Kirill domani -o posdomani, o...- firmerebbe ogni comma del CCC ed. 1992 ?!? -Intelligenti pauca.)

Vatykanista ha detto...

Ho un'interpretazione alternativa dei fatti, molto "pop", invero: siccome l'accordo è davvero "vicino" (ché il Papa lo vuole piuttosto che no) , siccome un pò (tanto) il williamsonismo influenza ce l'ha, nella Fraternità, Fellay sta giocando (e con successo, visto come l'eco del "no" di ieri circola ancora ai quattro venti) a recitare il ruolo di "bad cop" (poliziotto cattivo) , quando spesso è stato dipinto come quello buono (o semi-buono) . Insomma, è una mossa per non perdere la faccia, fra "poco"..

(Ora, anche "Roma" vuol perdere la faccia, . E qui è il bello. )

Francesco Colafemmina ha detto...

L'omelia di Fellay è discorsiva e fatta di tanti virgolettati.

La frase: " And that’s why we were obliged to say no. We’re not going to sign that."

può essere tradotta solo così:

"Ed è per questo che siamo stati obbligati a dir di no. Non possiamo firmare quel documento"

"Non possiamo firmare quel documento" non è un'affermazione definitiva è solo un inciso verbale. Come dire: "e noi per questo non potevamo firmare e gli abbiamo detto "no non lo firmeremo"."

Quanto alla questione del "convertitevi" il senso è chiaro: si parla di conversione non in termini di fede, ma in termini di relazione con la Fraternità. Il cambiamento della Chiesa di Roma alla ricerca di una unità con la Fraternità perché è questa unità fra cattolici il fondamento della Chiesa.

Se avesse voluto dire che la Chiesa sono loro e non il resto, non avrebbe certo fatto tutta l'introduzione sul fatto che per essere Chiesa bisogna essere con Roma, bisogna riconoscere l'autorità del Papa e del Magistero, la Gerarchia e quella Chiesa di cui parla il Credo.

Suvvia più chiaro di così!

Anonimo ha detto...

traduzione dell'omelia:

http://www.unavox.it/Documenti/Doc0358_Fellay_Omelia_2.2.2012.html

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ma chi è che ad ogni momento dice che la Chiesa è sempre "reformanda"?
Allora si riformi, tornando ai sani principi e valori religiosi, liturgici, teologici che pure gli ultimi Papi han riconosciuto che sono stati calpestati.
Quanto a Francesco Colafemmina non mi sembra proprio che si arrampicbi sugli specchi: descrive una realtà incontestabile.
L'osso duro, a mio avviso, che può far fallire i colloqui, non è Levada, né il Papa, ma Pozzo.

Vatykanista ha detto...

Raffa, scusa, mi sono accorto d'aver scritto, alle 14:20, che "Roma vuol perdere la faccia" . No, intendevo il contrario, ovviamente (se no a questo punto le trattative sarebbero già finite da quel dì..:) Un "non" è rimasto nella...tastiera.

Saluti.

Andrea Tornielli ha detto...

Scusate, ma essendo chiamato in causa devo dire qualcosa: ci andrei piano a definire "disinformazione" la sintesi del collega dell'Asca. Di grazia, quali virgolettati sono sbagliati?
Era già noto che la risposta di mons. Fellay non andava nel senso voluto da Roma quanto al premabolo. Nessuno è in grado di prevedere che cosa accdarà. Personalmente trovo sorprendente che il superiore della Fraternità dica che non vuole chiudere la porta a Roma, ma cerchi ancora di convertire Roma. Loro sono cattolici, noi (insieme al Papa) evidentemente no (o almeno lo siamo meno di loro).
Concordo con Vatikanista: Fellay spesso è costretto a fare l'agnellino a Roma e il pasdaran a Econe, per questione di equilibri interni. E' documentato che in un caso esistono addirittura affermazioni scritte diverse: una versione data alle autorità vaticane, un'altra resa pubblica per la Fraternità.
Ciò non toglie che:
1) La risposta di Fellay è negativa circa il preambolo, e circa il punto fondamentale del preambolo: i lefebvriani ritengono di non poter accettare il modo in cui il Catechismo legge i documenti conciliari.
2) I dialoghi su questo ci sono stati negli ultimi due anni: le posizioni sono state vagliate.
3) Chi descrive la realtà non ha intenzione di far fallire i colloqui, ma fa solo il suo lavoro. Personalmente ho sperato che la Fraternità dicesse sì, perché si sarebbe chiusa una ferita, perché il Papa si è speso oltre misura concedendo tutto ciò che gli è stato chiesto, e perché sono per una Chiesa inclusiva.
4) Pensare che si possa andare avanti a interloquire a dialogare all'infinito mi sembra difficile, quando è chiarissimo che la Fraternità accetterebbe soltanto un preambolo nel quale la Santa Sede negasse il Concilio, oppure accetterebbe di rientrare con una sistemazione canonica senza alcun preambolo.
5) La parola ora spetta a Roma, spetta al Papa. Che deciderà il da farsi. Potrebbe prendere atto dell'impossibilità di arrivare alla piena comunione, oppure tentare altre strade...
Ma per favore non dite che è stata fatta disinformazione, perché le dichiarazioni di Fellay sono chiarissime e la sua risposta al preambolo è evidentemente negativa.

fr. A.R. ha detto...

Devo concordare in pieno con Tornielli. La posizione di Fellay è più che chiara: dice "no" al preambolo dottrinale e alla mano tesa del Papa. Ed è stata riportata giustamente. Adesso è chiaro che i Lefebvriani non accettano IN PRATICA, non con le chiacchiere, il PRIMATO DI GIURISDIZIONE del PAPA, non le interpretazioni del Concilio Vat. II.
Qui stanno andando a tutta velocità contro un dogma sancito dal Concilio Vaticano I. Se non cambiano rotta, l'affondamento è garantito.

Francesco Colafemmina ha detto...

Per Andrea,

1) Siamo sicuri che libertà religiosa ed ecumenismo siano i punti fondamentali per definire un cattolico veramente cattolico e in comunione con la Chiesa? Pur accettando infatti il Concilio, resta aperta una questione interpretativa. Sarà possibile o no interpretare positivamente il dettato conciliare? Ti faccio un esempio: la nota della CDF del 2007 sulla libertà religiosa e l'evangelizzazione costituisce un esempio di come vada intesa la libertà religiosa in armonia con la tradizione. Se il Concilio fosse un monolite già chiaro di suo, non sarebbe servita la nota del 2007.

2) Se una frase che parla del passato la si usa pensando al futuro si disinforma. Fellay non ha detto: "noi non firmeremo mai, mai accordo con Roma". Ha detto solo: "noi quel documento così non l'abbiamo firmato, non potevamo" e ha spiegato perché.
L'omelia di Fellay spiega i ritardi, spiega il perché del rifiuto di quei due aspetti del preambolo, e spiega anche quale sia il senso del problema. Non credo sia una questione oziosa. In una Chiesa nella quale i Neocatecumenali hanno il loro catechismo ignoto ai più, in una Chiesa pervasa da fratricidi e scandali interni alla Curia, in una Chiesa dove c'è addirittura chi - Vescovo - invoca i pacs fra gay, non vedo perché bisogna scandalizzarsi per una discussione in merito all'interpretazione di due elementi chiave del Concilio da parte di un gruppo tradizionalista.

3) Fellay non ha detto che vorrebbe che il Vaticano negasse il Concilio. Fellay è d'accordo su quanto contenuto nel preambolo e indicato dal Santo Padre: il concilio va letto in continuità. Esso è parte della vita della Chiesa e lo è in quanto è in armonia col magistero precedente e non in rottura. Pertanto l'interpretazione dei passi ambigui va fatta alla luce di questa ermeneutica della continuità.
Mi sembra sia proprio ciò che il Papa vuole.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con il dott. Tornielli. Per quanto riguarda il concetto di Tradizione, di cui Fellay e co. si fanno i portavoce, io ricordo queste parole del Papa Paolo VI (24-05-1976):
"[…] Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti post-conciliari, che si ha il dovere di disobbedire per conservare certe tradizioni. Quali tradizioni? È questo gruppo, e non il Papa, non il Collegio Episcopale, non il Concilio Ecumenico, a stabilire quali, fra le innumerevoli tradizioni debbono essere considerate come norma di fede! Come vedete, venerati Fratelli nostri, tale atteggiamento si erge a giudice di quella volontà divina, che ha posto Pietro e i Suoi Successori legittimi a Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella fede, e per pascere il gregge universale, che lo ha stabilito garante e custode del deposito della Fede". E poi verso la fine del discorso di Fellay viene detto: "Noi non faremo marcia indietro, qualunque cosa accada". Non dicono al Papa di negare il Concilio, ma hanno sempre detto che è stato la causa di tutti i mali. Non sono soltanto i 2 punti dell'ecumenismo e della libertà religiosa ad essere un problema per loro, ma molto di più. Come si fa a rientrare nella Chiesa, dirsi cattolici e non accettare il magistero di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI? Preghiamo.
Ad maiora go

Anonimo ha detto...

Compartisco pienamente la posizione ragionata di Tornielli ed di fr A.R.
SdC

Anonimo ha detto...

Simon, per te "i lefebvriani" sono "fuori". Punto. A te sulla questione non interessa alcun argomento, poiché per te è un "fatto" che non siano già "dentro".
Per cui, non far finta di essere interessato a fini ragionamenti: quelli lasciali a chi è davvero in buona fede..

Anonimo ha detto...

Ci possono anche essere stati errori di traduzione, ma la realtà non cambia. I lefebvriani non sono sono disposti a ubbidire al Papa al quale si ritengono superiori. E' significativo che rorate si faccia corifero di questo "errore". Infatti, è specialità di questo sito pubblicare insulti al Papa. Beh la lista dei siti che insultano è lunga e l'abbiamo vista dispiegata al peggio recentemente.
Alessia

SdC ha detto...

Il rifiuto da parte della FSSPX del preambolo proposto dalla Santa Sede è ovviamente una cosa brutta: qualcuno che è nello scisma e che non desidera convertirsi è ovviamente uno strazio spirituale per chi ama la Chiesa di N.S. Gesù Cristo.

Ma questo rifiuto e l'argomentazione con la quale il Fellay l'accompagna ha in sè un elemento chiarificatore buono: ormai è chiaro per tutti che le ragioni dello scisma lefebvrista non si radicavano nella Santa Messa tridentina come sembrava e neanche, in finis, nell'atto scismatico di consecrazione di nuovi vescovi senza l'accordo della Santa Sede dello scomunicato fondatore, ma nel loro rifuto della tradizionale dottrina cattolica sul Magistero e la Tradizione alla quale i tradiprotestanti non aderiscono più.

La fede dei membri della FSSPX appare ormai chiaramente come non essendo è più la stessa di quella di duemila anni di cattolicesimo e ciò va ben ladilà del Concilio Vaticano II: perciò il Santo Padre, che queste cose le presentiva, volle con santa saggezza, ispirato dallo Spirito Santo, delle discussioni dottrinali previe a qualunque riconoscimento canonico alfin di risolvere questi problemi dottrinali, che in fin dei conti, sono ormai chiaramente eresie.

Questi due anni di discussione sono stati benefici per questo, permettendo così di decantare, per tutte le parti coinvolte, la ragione la più profonda dello scisma lefebvrista: un'eresia in ecclesiologia di massima gravità che tocca l'essenza stessa dell'essere cattolico. Segno dei tempi: l'eresia lefebvrista è perfettamente specualre a quella dei 300 parroci austriaci, dove qualuqnue pinco pallino si crede di poter giudicare il Magistero della Chiesa Docente.

Eppure il Fellay ha mostrato nell'intervista conoscere la dottrina della Chiesa in questa materia e anche di accettarla come principio: ma alla fine gli manca la Fede, virtù teologica nelle promesse di Cristo sull'inerrabilità el'indefettibilità della Sua Chiesa e conclude "non vogliamo obbedire" in modo apodittico, con un atto di orgoglio immane e immaturo, facendo eco all'antico "non serviam" di Satana al suo Creatore.

Vediamo cosa decide il Santo Padre e preghiamo sempre e senza discontinuare alfinchè la chiesa lefebvrista si convertisca malgrado l'estrema negatività delle parole di Fellay: lo Spirito Santo può!
SdC

SdC ha detto...

Per il cortesissimo ospite delle 9:10.

Che siano "fuori" non lo dico io, ma il Santo Padre: sennò che bisogno ci sarebbe di preamboli dottrinali per dichiarli "dentro"?
O forse il Santo Padre è in malafede secondo Lei?

Anonimo ha detto...

Va bene, allora statevene soli con Schueller e Kueng. Senza Fellay. Contenti voi.

Anonimo ha detto...

non si ritengono superiori,bensì gli unici depositari,loro sono i 'veri'cattolici,il papa è un antipapa e quindi....riguardo agli altri siti,altrochè maleducazione,attacchi violenti insulti e bestemmie a gogo,tant'è che alcuni hanno dovuto chiudere il postatom:Se questo è il rispetto che tanto pretendono uaarini e simili,stiamo proprio messi bene,W la civile convivenza nel pieno rispetto delle altrui opinioni....

Anonimo ha detto...

Scusate, signori. Simon, Alessia, ...tutti:

Ditemi voi, una buona volta -secondo voi, e non eludete, eh no- :

dovrebbe la Santa Sede trattare -disciplinarmente, ponendoli come minimo in uno stato di sospensione/irregolarità canonica- Schueller e compagni, alla stessa stregua dei Lefebvriani, o no?

Sì, o no?

Attendo una risposta.

Secondo voi, perché a Schueller non viene posto un Preambolo da sottoscrivere?

E se non un Preambolo, almeno una dichiarazione di adesione integrale senza se e senza ma al CCC?

(Va bene anche solo una Postfazione, al Catechismo, basta che siano trattati alla STESSA stregua dei compagni di Fellay.)


Vi prego rispondete, ne va della vostra coerenza logica e buona fede.

(E comunque, qualunque sia la vostra posizione sulla questione lefebvriana, invito tutti gli esperti che passeranno di qui- fr. A.R., Tornielli, Colafemmina, etc... a fornire una illuminante risposta sulla quaestio "perché Fellay sì, e Schueller no". Grazie in anticipo.)

SdC ha detto...

Il caso di Schuller è molto differente da un punto di vista ecclesiologico: già non vi sono vescovi coinvolti e non c'è rischio (per ora) che il loro scisma, dovesse divenire anch'esso formale, perduri nel tempo a mo' di una Chiesa.

In secondo luogo quella di Schuller è (per ora) un problema "locale" e non (ancora) a livello della Chiesa universale e va da essere risolta in primis dall'episcopato locale.

Ma per risponderLe con un si o con un no, rispondo che sì: è ormai più che tempo agire penalmente contro questi personaggi.

Anonimo ha detto...

Il problema è che Schuller & soci, almeno formalmente, sono "dentro" la Chiesa e a leggere le loro dichiarazione non hanno alcuna intenzione di uscirne. Anzi, vogliono aprire un "tavolo" di confronto con la Santa Sede. Insomma, dentro, ma "a modo loro", esattamente come vorrebbero i lefebvriani che, al momento almeno, sono ancora "fuori". Inoltre, la loro protesta pare stia contagiando preti di altri paesi, in ragione del fatto che certi comportamenti e richieste non sono di oggi, sono tollerati, spesso benevolmente, da anni, in primis dai loro vescovi. Dipendesse da me sarei per soluzioni radicali in entrambi i casi. Ma non dipende da me, per fortuna, per cui mi rimetto fiduciosamente alle decisione del Papa il quale, prima di chiudere porte e finestre, accetterà di confrontarsi. Con tutti.
Alessia

Anonimo ha detto...

Esatto, Alessia.
La risposta di Fellay è giunta e il Santo Padre la sta esaminando.
Sarebbe bene che sia Fellay che tutti gli altri (noi compresi) ci astenessimo da inutili pressioni sul Papa e attendessimo la Sua decisione su ciò che è indispensabile per "stare dentro" e su ciò che non lo è, su ciò che è Magistero non contestabile e su ciò che non lo è.
Alberto

Anonimo ha detto...

“Ci possono anche essere stati errori di traduzione, ma la realtà non cambia. I lefebvriani non sono sono disposti a ubbidire al Papa al quale si ritengono superiori. E' significativo che rorate Come uno di contributore faccia corifero di questo "errore". Infatti, è specialità di questo sito pubblicare insulti al Papa. Beh la lista dei siti che insultano è lunga e l'abbiamo vista dispiegata al peggio recentemente.”
Alessia

Signora Alessia,
Vorrei correggere la sua piuttosto vaga e negativa idea riguardo Rorate Caeli blogspot. Io sono uno dei contributori che occasionalmente traduce articoli dall’ italiano all’ inglese per questo ottimo blog Cattolico internazionale. Posso assicurarla, non lavorerei mai per un blog che disprezza, oppure, permette insulti al nostro amato Santo Padre.

Al cuore di Rorate c’e un amore limpido per la Santa Messa Tradizionale (Antico Rito) e tutto quello che la accompagna. Lo scopo principale è la ristorazione della Santa Tradizione Cattolica. Il blog è anche senza ambiguità, leale a Pietro, nella persona di Papa Benedetto XVI, anche se perplessa a volte per certe azioni e parole del Santo Padre. Il blog onestamente non nasconde questa perplessità.

Il blog per la sua identità Tradizionale, delle volte, attrae dei tradizionalisti un po’ estremi e alcuni dei loro commenti (non così tanti) sono stati pubblicati, ma in nessuno modo il blog li appoggiava. Altre persone nel forum (includendo me stessa e il proprietario del blog, New Catholic) hanno cercato di ragionare con queste persone con poco successo. L’ultima settimana, New Catholic ha proibito tutti i commenti considerati offensivi alla persona del Santo Padre. Ha invitato tutti i commentatori ad essere più prudenti e più caritatevoli nei loro commenti. Vedere questo link: http://rorate-caeli.blogspot.com/2012/01/comments.html

La prego, Signora Alessia di smettere di diffondere questa idea distorta che Lei ha del nostro blog. Non è corretto. Rorate nel suo amore per la Chiesa e il suo filiale rispetto per il Santo Padre è schierato della stessa parte del Blog degli Amici di Papa Ratzinger. Abbiamo già sufficiente confusione nella nostra Chiesa senza creare nemici immaginari - non le pare?

Francesca Romana,
contributore, Rorate Caeli blogspot.