lunedì 4 giugno 2012

Mai un Papa si era rivolto con simili condivisione e vicinanza alle famiglie spezzate. Dalle separazioni, dalla crisi economica, dai disastri naturali, dalle mille insidie della contemporaneità secolarizzata (Galeazzi)


Riceviamo e con grande piacere e gratitudine pubblichiamo:


Un milione a Milano pregano con il Papa


Il premier Monti tra i fedeli. Il messaggio di Benedetto XVI ai divorziati: “Sappiate che la Chiesa vi sostiene nella vostra fatica”


GIACOMO GALEAZZI
MILANO


Mai un Papa si era rivolto con simili condivisione e vicinanza alle famiglie spezzate. Dalle separazioni, dalla crisi economica, dai disastri naturali, dalle mille insidie della contemporaneità secolarizzata. Ai terremotati dell’Emilia Benedetto XVI dona 500mila euro e il portavoce vaticano padre Federico Lombardi definisce possibile una sua visita nei luoghi più colpiti dal sisma. «La famiglia è fondata sul matrimonio tra uomo e donna - predica il Pontefice da un pulpito che sembra il timone di un’immensa nave -.Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche». Parole a tutti e a ciascuno. Nella «tre giorni» milanese, due milioni di fedeli sono accorsi da lui da 153 nazioni (un milione ieri alla messa conclusiva a Bresso), ma non sono discorsi alle folle né precetti generici quelli che Benedetto XVI ha rivolto alle famiglie riunite per l’Incontro mondiale. Per loro il Papa teologo e pastore invoca più attenzione:«Armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa serve a costruire società dal volto umano». Divorzio, disoccupazione, recessione sono i nomi attualizzati di insidie eterne ai nuclei familiari di qualunque epoca e latitudine. Il Papa tende la mano ai «fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione». Le sue parole sono un abbraccio: «Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica». I divorziati «restino uniti alle comunità» e le diocesi «realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza». Un puzzle da un milione di tessere per riprodurre il mondo in un enorme campo alla periferia di Milano. A perdita d’occhio una distesa di pellegrini: i primi si sono presentati ai cancelli, presidiati dai volontari, già alle quattro del mattino pur di vedere da vicino il parroco del mondo. Ma c’é anche chi ha passato la notte in sacco a pelo direttamente sul prato. «Ogni partecipante sente che il Papa ha parlato al suo cuore, ha fatto riferimento a sofferenze concrete, reali», commenta al termine della cerimonia il vescovo siciliano Domenico Mogavero, attorniato dai propri parrocchiani reduci da notti insonni ma entusiasti. «Neppure l’ombra di astratti teoremi né di anatemi o chiusure - concorda Silvia Simoncini, impiegata romagnola 30enne-. Il Pontefice ha dialogato con individui in carne ed ossa, non ha lanciato asettici messaggi dall’alto, ha considerato le situazioni effettive nelle quali oggi la gente vive». In autobus, treni e metropolitane, poi lunghissimi serpentoni a piedi. Un oceano di persone comuni ad ascoltare Benedetto XVI, ma anche autorità e politici, dal premier Mario Monti (che ha salutato e conversato brevemente col Papa in sagrestia) a Umberto Bossi. Una kermesse graziata dal clima che minacciava pioggia e che invece ha regalato una giornata di sole. «Una Milano splendida», esulta il sindaco Giuliano Pisapia. Nella capitale della moda e della finanza, Benedetto XVI formula il suo vademecum anticonsumismo. «Privilegiate sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere: la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere», avverte. In famiglia occorre «educarsi a credere nell’amore autentico, quello che viene da Dio». Scritte farneticanti che invitavano ad uccidere Benedetto XVI (siglate dagli anarchici) sono comparse e subito cancellate ieri mattina nelle stazioni metro Lima, Pasteur e Porta Venezia. Nel cuore e nella mente dei partecipanti resteranno indelebili invece i richiami ai valori. La famiglia è quella «fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna», aperta a una procreazione «generosa e responsabile», e difenderla significa fare il bene di tutta la società. Per tutelarla bisogna anche evitarle gli shock di un’economia selvaggia in cui prevale la «logica unilaterale» del «massimo profitto», che accresce disuguaglianze e degrado sociale, mentre vanno «armonizzati» i tempi del lavoro, della famiglia e della festa, perché solo così si costruisce una «società dal volto umano». Rinfrancato per l’accoglienza ricevuta dopo i giorni vaticani dei «veleni», ha voluto fare una «summa» di tutti i temi della posizione della Chiesa verso la famiglia, ribadendoli punto per punto contro ogni deriva o tentazione di visioni non conformi. I valori positivi della famiglia vanno difesi, sottolinea con parole fortemente ammonitrici, dalla «mentalità utilitarista che corrode i rapporti interpersonali e familiari, riducendoli a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale». In serata il ritorno in un Vaticano dove si addensano le fosche nubi di nuove fughe di documenti riservati. Il successo e la serenità della trasferta ambrosiana torneranno utili nella lotta papale alla «sporcizia» nella Chiesa.


© Copyright La Stampa, 4 giugno 2012

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