lunedì 2 luglio 2012

Fede, relativismo, conversione. Lo scambio di lettere fra due amici: Roberto Oliva (seminarista) e Martino Ciano (giornalista). La presentazione e due estratti

Cari amici con grande piacere e gratitudine porto alla vostra attenzione la presentazione del lavoro di due giovani amici, Roberto Oliva (seminarista) e Martino Ciano (giornalista), che discutono di temi quali la fede, la chiesa, i desideri dei giovani, l’amore, la vocazione, il relativismo, la conversione, la difficoltà di credere...
Seguono due estratti dal testo.
Grazie ancora per questa bella opportunita'.
R.



Presentazione progetto epistolario


Il lavoro che vogliamo presentare è una raccolta di lettere che due amici si scrivono dopo essersi conosciuti per confrontarsi su temi quali la fede, la chiesa, i desideri dei giovani, l’amore, la vocazione, il relativismo, la conversione, la difficoltà di credere . Da una parte abbiamo Roberto, giovane seminarista, dall’altra Martino, giovane giornalista e scrittore da poco rientrato nella Chiesa dopo lunghi anni di agnosticismo e successi culturali. Il progetto nasce molto spontaneamente e solo durante l’elaborazione i due amici pensano di collaborare attraverso le loro riflessioni ad una causa più grande. In realtà l’intero carteggio contiene le domande e le attese di tanti giovani e adulti di oggi, tante domande, tanti dubbi, tanta confusione su come vivere la vita. Nella sensibilità di Roberto troviamo l’immagine della Chiesa, di un ragazzo innamorato della vita, ma soprattutto sedotto dall’amore di Dio e sceglie di entrare in seminario. Nella persona di Martino vediamo l’uomo di oggi dilaniato da dubbi e alla ricerca di una Chiesa che sia autentica compagna di vita, troviamo quindi la critica ad una Chiesa che può apparire ripiegata su se stessa,   una persona che soffre le doglie del parto della verità, che oscilla fra certezze e dubbi esistenziali. I due giovani autori si propongono di aprire il loro cuore e raccontare in semplicità la fatica e la gioia di vivere, confrontarsi anche su temi complessi senza chiudere le porte, far parlare tra di loro due mondi che potrebbero sembrare incompatibili. Il progetto vuole dimostrare come anche nel piccolo sia importante costruire ponti tra le persone a prescindere dalla razza, dal credo, dalle ideologie. Dialogare chiesa e uomini, credenti e non credenti. Nell’evoluzione del progetto la personalità di Roberto rimane stabile, mentre assistiamo ad un mutamento di prospettiva da parte di Martino, il quale dopo anni di ricerca e allontanamento dalla Chiesa, rientra timidamente a far parte della comunità cattolica riscoprendo la bellezza del suo battesimo grazie all’opera di evangelizzazione dei nuovi carismi della Chiesa. Il progetto quindi nasce e si sviluppa senza pretese, però riserva anche sorprese degne dei migliori romanzi frutto della inattesa provvidenza di Dio. Il manufatto è ancora ad una fase di abbozzo, però l’intenzione degli autori è quella di contribuire al bene del loro territorio attraverso iniziative volte a stimolare il dialogo tra credenti e non credenti, tra giovani e chiesa, nell’ambito della nuova evangelizzazione e del cortile dei gentili. Attraverso questo semplice lavoro ci si propone di stimolare nei nostri paesi la nascita di un clima idoneo affinché si torni a parlare di Dio nelle piazze, nei centri culturali, negli ambienti giovanili, e ci si interroghi con nuovo fervore sulla nostra vita, sulla Chiesa, sulla fede. Creare veri e propri cenacoli dove sacerdoti, professori, giovani, atei, gente bisognosa di riposte, studenti, genitori possano confrontarsi, ascoltarsi e riflettere sul senso della vita. Lo spirito dell’epistolario è quello del cammino, della ricerca: infatti i due autori sono l’immagine dell’anima dell’uomo, che come un pellegrino cerca la verità.  Alleghiamo due estratti dal testo nella speranza di rendere l’idea. Sono quattro lettere ancora bozze, che vedono aperto il cuore di questi due giovani e raccontarsi le loro esperienze, i loro stati d’animo, i loro dissidi. Le prime due risalgono all’inizio del progetto, mentre le ultime alla fase finale. Si può notare quindi la crescita e addirittura il mutamento di prospettiva degli autori, comprendendo bene come l’opera non sia statica ma uno specchio del divenire delle varie fasi della vita, dell’apertura all’azione di Dio nella nostra storia personale. Siamo felici di accettare consigli per un eventuale titolo, coraggio!
Oliva Roberto e Ciano Martino


E' fatto divieto di riprodurre o utilizzare in qualunque modo i testi segnalati nella versione integrale o in parte.

domenica 1 luglio 2012

Il Papa: i medici siano come Gesù che si china sulla sofferenza umana. La fede guarisce tutta la persona, corpo ed anima (Izzo)


PAPA: MEDICI SIANO COME GESU' CHE SI CHINA SU SOFFERENZA UMANA


(AGI) - CdV, 1 lug. 


"Gesu' che si fa attento alla sofferenza umana  ci fa pensare a tutti coloro che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l'assistenza religiosa nelle case di cura". Lo ha detto il Papa all'Angelus
"Essi - ha affermato - sono 'riserve di amore', che recano serenita' e speranza ai sofferenti".   
Per Benedetto XVI "in questo prezioso servizio, occorre innanzitutto la competenza professionale, che e' una prima fondamentale necessita', ma questa da sola non basta". i malati infatti, ha ricordato citando la sua prima enciclica "Deus caritas est", sono "esseri umani, che hanno bisogno di umanita' e dell'attenzione del cuore. Percio' - ha scandito Papa Ratzinger - oltre alla preparazione professionale, a tali operatori e' necessaria anche, e soprattutto, la 'formazione del cuore': occorre condurli a quell'incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l'amore e apra il loro animo all'altro". 
"Chiediamo alla Vergine Maria - ha poi concluso - di accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi e' nel bisogno, mentre invochiamo la sua materna intercessione per i nostri fratelli che vivono una sofferenza nel corpo o nello spirito". 


© Copyright (AGI)


PAPA: LA FEDE GUARISCE TUTTA LA PERSONA, CORPO E ANIMA


(AGI) - CdV, 1 lug. 


"Gesu' si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo" e al contempo "e' venuto a guarire il cuore dell'uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui". 
Benedetto XVI ha riassunto cosi' il messaggio del racconto evangelico - che si legge nelle messe di oggi - di due guarigioni miracolose che Gesu' compie in favore di due donne: la figlia di uno dei capi della Sinagoga, di
nome Giairo, ed una donna che soffriva di emorragia. 
"Sono due episodi - ha spiegato il Papa all'Angelus - in cui sono presenti due livelli di lettura; quello puramente fisico e quello spirituale". E in particolare il miracolo dell'emoroissa "mette nuovamente in evidenza come Gesu' sia venuto a liberare l'essere umano nella sua totalita'". Infatti, "si svolge in due fasi: prima avviene la guarigione fisica, ma questa e' strettamente legata alla guarigione piu' profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede".
I due racconti, per il Pontefice, "sono un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita".
"A Dio - ha concluso - noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessita' concrete, ed e' giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza e' una fede sempre piu' salda, perche' il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona". 


© Copyright (AGI)

Una fede più salda. Le parole del Papa all'Angelus (Sir)


Una fede più salda

Le parole del Papa all'Angelus

Un invito a “superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita” è venuto, stamattina, da Benedetto XVI, in occasione della recita dell’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in piazza San Pietro.

Due livelli di lettura. Nell’odierna domenica, ha ricordato il Papa “l’evangelista Marco ci presenta il racconto di due guarigioni miracolose che Gesù compie in favore di due donne: la figlia di uno dei capi della Sinagoga, di nome Giàiro, ed una donna che soffriva di emorragia”. Sono due episodi, ha chiarito il Pontefice, in cui “sono presenti due livelli di lettura; quello puramente fisico: Gesù si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo; e quello spirituale: Gesù è venuto a guarire il cuore dell’uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui”. Nel primo episodio, infatti, “alla notizia che la figlioletta di Giàiro è morta, Gesù dice al capo della Sinagoga: ‘Non temere, soltanto abbi fede!’, lo prende con sé dove stava la bambina ed esclama: ‘Fanciulla, io ti dico: alzati!’. Ed essa si alzò e si mise a camminare”. Il Santo Padre ha quindi ripreso un commento di San Girolamo a queste parole, nel quale sottolineando la potenza salvifica di Gesù: “Fanciulla, alzati per me: non per merito tuo, ma per la mia grazia. Alzati dunque per me: il fatto di essere guarita non è dipeso dalle tue virtù”.

Ferma fiducia in Gesù. Il secondo episodio, quello della donna affetta da emorragie, “mette nuovamente in evidenza come Gesù sia venuto a liberare l’essere umano nella sua totalità”. Infatti, “il miracolo si svolge in due fasi: prima avviene la guarigione fisica, ma questa è strettamente legata alla guarigione più profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede. Gesù dice alla donna: ‘Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male!’”. “Questi due racconti di guarigione – ha chiarito Benedetto XVI - sono per noi un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita. A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona”.

Riserve d’amore. “Gesù che si fa attento alla sofferenza umana – ha affermato il Papa - ci fa pensare anche a tutti coloro che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l’assistenza religiosa nelle case di cura”. Essi sono “riserve di amore”, che recano “serenità e speranza ai sofferenti”. “Nell’enciclica ‘Deus caritas est’ – ha aggiunto - osservavo che, in questo prezioso servizio, occorre innanzitutto la competenza professionale - essa è una prima fondamentale necessità - ma questa da sola non basta. Si tratta, infatti, di esseri umani, che hanno bisogno di umanità e dell'attenzione del cuore”. Perciò, oltre alla preparazione professionale, “a tali operatori è necessaria anche, e soprattutto, la ‘formazione del cuore’: occorre condurli a quell'incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l'amore e apra il loro animo all'altro”. Di qui l’invito: “Chiediamo alla Vergine Maria di accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi è nel bisogno, mentre invochiamo la sua materna intercessione per i nostri fratelli che vivono una sofferenza nel corpo o nello spirito”.

Nel tempo delle vacanze. Nei saluti in varie lingue, dopo l’Angelus, il Pontefice in francese ha invitato a “prendere del tempo da dedicare a Dio. Che sappiate testimoniare la sua presenza in mezzo a noi. Siate portatori di misericordia e tenerezza verso ciascuna delle persone che potrete incontrare e, in particolare, se incontrate delle persone che soffrono. Sull’esempio della Vergine Maria, lasciamo da parte le nostre paure, i nostri dubbi, diventiamo fieri di testimoniare la nostra fede”. Concetti ripresi anche in polacco: “All’inizio delle vacanze auguro a tutti che la stagione del meritato riposo sia anche un’occasione per dedicare più tempo e più attenzione a Dio e agli uomini, per approfondire la vita spirituale grazie alla preghiera, alla lettura, al contatto con il creato e ai momenti distensivi. Affido la gioia e la pace di questi giorni alla materna protezione di Maria”. In tedesco ha osservato: “il Vangelo di Marco racconta spesso come Gesù guarisca gli uomini e riporti alla vita coloro che sono isolati dagli altri e sono stati abbandonati. L’amore di Dio dona vita e comunione. Riceviamo veramente questo dono quando lo diamo a noi stessi e diventiamo noi stessi donatori”. Il Santo Padre ha rivolto, poi, un cordiale saluto ai pellegrini provenienti dalla Slovenia, tra cui le ragazze del gruppo “Splendor Gloriae” di Voglje, appartenente alla Famiglia Spirituale “L'Opera”. “Sull’esempio di Maria e dei primi cristiani – ha esortato - rimaniate sempre fedeli, affinché siate testimoni di Gesù e per gli altri un riflesso dell’amore di Dio”.

© Copyright Sir

Benedetto XVI: "Gesù si china sulla sofferenza umana"

Clicca qui per leggere il commento.

Orrore e preoccupazione: così padre Lombardi sulla strage a Garissa, in Kenya. Almeno 16 morti in due attacchi alla Cattedrale e a una chiesa vicina (Radio Vaticana)


Vedi anche:

Il Papa: nelle vacanze dedichiamo più tempo a Dio ed agli uomini (Izzo)

Il Papa: Chiediamo a Dio tante guarigioni, ma soprattutto una fede sempre più salda (AsiaNews)

No a una visione puramente orizzontale e materialista della vita: così il Papa all’Angelus, con un appello a curare i malati con “l’attenzione del cuore” (Radio Vaticana)

Il Papa: Gesù è venuto a guarire l'uomo e chiede la fede


Il Papa: "A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona" (Angelus)

Don Puglisi, il postulatore: la verità è infine emersa (Izzo)

Kenya, domenica di sangue per gli attacchi alle chiese cristiane

Kenya, bombe in due chiese. Almeno 9 morti e 3 feriti

I prossimi impegni del Papa. Visiterà Nemi, Frascati e Loreto (O.R.)

Chi vuole delegittimare la Chiesa cattolica? (Ambrogetti)

Il Rito per l'imposizione dei palli (Osservatore Romano)

Il Cristo del dolore e della speranza. Il dono dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio al Papa (O.R.)

Euro 2012, il Papa tiferà Italia ma un pò anche per la Spagna (Izzo)

Le chiavi per aprire il Regno dei Cieli. La spada per combattere il male (Cernuzio)

Il Papa e il "pallio" della fraternità (Gaeta)

NoiXBenedetto, i giovani per il Papa (Famiglia Cristiana)

«I giorni della tempesta» di Antonio Socci. La recensione de "Il Tempo"

Verona, marcia contro "la pedofilia clericale". Turco (Radicali): «Vogliamo aiutare Benedetto XVI a fare opera di verità»

Ricordo al sito "The Vatican-YouTube" che il Santo Padre non recita il Regina Coeli da più di un mese!

Betlemme, il custode di Terra Santa: apprezzamento a ANP per la decisione dell'Unesco (Izzo)

Il Papa agli arcivescovi metropoliti: «Diventiamo noi tutti pastori della Chiesa», «cooperatori della verità», che è «una e sinfonica» (Monteforte)

Il Papa: le forze del male non prevarranno (Giansoldati)

Pio XII ha salvato più ebrei di tutti gli altri leader del mondo assieme (Bevilacqua)

Il Papa torna a Loreto cinque anni dopo l'Agorà e cinquanta dopo Giovanni XXIII (Izzo)

Martedì il Papa si trasferisce a Castel Gandolfo. "Pausa" estiva densa di impegni. L'analisi di TMNews

La fraternità cristiana. L'omelia della Santa Messa nella Festa dei Santi Pietro e Paolo (Vian)

Il Papa: prego per i nuovi arcivescovi perchè abbiano gioia e fedeltà. Benedetto XVI si sposta a Castel Gandolfo. Le udienze generali riprendono il 1° agosto (Izzo)

Un islamista per il dialogo (Tornielli)

Padre Ayuso Guixot nuovo segretario del dicastero per il Dialogo Interreligioso

Il Papa a Loreto. Mons. Tonucci: nei momenti importanti la Chiesa si rivolge a Maria

Il Papa nomina due nuovi vescovi in Vietnam. Nessun curiale fra i presidenti del Sinodo ma Asia, Africa e A. Latina. L'islamista Ayuso Guixot neo segretario del dicastero per il dialogo interreligioso (Izzo)


La Basilica della Natività a Betlemme dichiarata patrimonio dell'umanità dell'Unesco (Radio Vaticana)

Sono due i luoghi fisici e simbolici del potere supremo vaticano: l’Appartamento papale e la Segreteria di Stato (Galeazzi)

Anno della Fede e Sinodo. Riscoprire il Concilio, tornare alle radici della fede. Il commento di Salvatore Izzo

La parola del Papa, il male della discordia, il legame esemplare (Sequeri)

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Orrore e preoccupazione: così padre Lombardi sulla strage a Garissa, in Kenya. Almeno 16 morti in due attacchi alla Cattedrale e a una chiesa vicina


Orrore e preoccupazione: con queste parole padre Federico Lombardi commenta gli attacchi a Garissa, in Kenya, a due chiese cristiane. Almeno 16 persone hanno perso la vita e diverse decine sono rimaste ferite. Ascoltiamo il portavoce vaticano: 


I sanguinosi attentati in Kenya, nella città di Garissa, contro due chiese cristiane, fra cui la cattedrale cattolica, nel corso delle riunioni di preghiera domenicali sono un fatto orribile e molto preoccupante. Sembra infatti che fra i gruppi terroristi l’attacco ai cristiani riuniti la domenica nei loro luoghi di culto diventi un metodo considerato particolarmente efficace per la diffusione dell’odio e della paura. La viltà della violenza nei confronti di persone inermi riunite pacificamente in preghiera è inqualificabile. Oltre ad essere vicini alle vittime, occorre riaffermare e difendere decisamente la libertà religiosa dei cristiani e opporsi ad atti irresponsabili che alimentino l’odio fra le diverse religioni, come pure agire efficacemente per una soluzione stabile dei drammatici problemi della Somalia, che si riflettono nella regione.


E’ accaduto nella città di Garissa, nel nord-est del Kenya, verso il confine con la Somalia. Di altri particolari ci riferisce Eugenio Bonanata: 


Granate e colpi d’arma da fuoco contro i fedeli presenti alle celebrazioni domenicali. L’assalto ad opera di un commando a volto coperto composto da sette persone in tutto e diviso in due gruppi. Nel mirino la cattedrale cattolica e un’altra chiesa poco distante appartenente alla congregazione Africa Inland Indipendent Church. Qui – secondo le prime informazioni - il maggior numero di vittime, tra cui due agenti. Diversi decessi durante il trasporto in ospedale, una decina i feriti gravi. “Una scena terribile”, riferiscono testimoni dopo l’attentato. Il Consiglio supremo dei musulmani del Kenya ha immediatamente condannato il gesto chiedendo rispetto per i luoghi di culto. La polizia ha isolato la zona e recuperato un ordigno inesploso nella cattedrale. I sospetti si concentrano sui miliziani islamici somali di Al Shabaab già accusati in passato di altre azioni terroristiche in Kenya dopo che l’anno scorso le truppe di Nairobi sono entrate in Somalia proprio per combattere i ribelli. La città di Garissa ospita un’importante base militare dell’esercito keniano. Ad un centinaio di chilometri, invece, c’è l’enorme campo profughi di Dadaab con oltre 450 mila rifugiati somali. Solo venerdì scorso il rapimento di quattro operatori umanitari stranieri, impiegati nella struttura.


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Il Papa: nelle vacanze dedichiamo più tempo a Dio ed agli uomini (Izzo)


PAPA: NELLE VACANZE DEDICHIAMO PIU' TEMPO A DIO E A UOMINI


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 1 lug. 


"All'inizio delle vacanze auguro a tutti, che la stagione del meritato riposo sia anche un'occasione per dedicare piu' tempo e piu' attenzione a Dio e agli uomini, per approfondire la vita spirituale grazie alla preghiera, alla lettura, al contatto con il creato e ai momenti distensivi". Lo ha detto oggi il Papa, che martedi' si spostera' nella residenza estiva di Castelgandolfo. E alla preghiera dell'Angelus ha voluto affidare "la gioia e la pace di questi giorni alla materna protezione di Maria".
"A tutti - ha poi concluso dopo il saluto in polacco - auguro una buona domenica e un sereno mese di luglio e buone vacanze a tutti voi". 


© Copyright (AGI)

Il Papa: Chiediamo a Dio tante guarigioni, ma soprattutto una fede sempre più salda (AsiaNews)

Vedi anche:

No a una visione puramente orizzontale e materialista della vita: così il Papa all’Angelus, con un appello a curare i malati con “l’attenzione del cuore” (Radio Vaticana)

Il Papa: Gesù è venuto a guarire l'uomo e chiede la fede


Il Papa: "A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona" (Angelus)

Don Puglisi, il postulatore: la verità è infine emersa (Izzo)

Kenya, domenica di sangue per gli attacchi alle chiese cristiane

Kenya, bombe in due chiese. Almeno 9 morti e 3 feriti

I prossimi impegni del Papa. Visiterà Nemi, Frascati e Loreto (O.R.)

Chi vuole delegittimare la Chiesa cattolica? (Ambrogetti)

Il Rito per l'imposizione dei palli (Osservatore Romano)

Il Cristo del dolore e della speranza. Il dono dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio al Papa (O.R.)

Euro 2012, il Papa tiferà Italia ma un pò anche per la Spagna (Izzo)

Le chiavi per aprire il Regno dei Cieli. La spada per combattere il male (Cernuzio)

Il Papa e il "pallio" della fraternità (Gaeta)

NoiXBenedetto, i giovani per il Papa (Famiglia Cristiana)

«I giorni della tempesta» di Antonio Socci. La recensione de "Il Tempo"

Verona, marcia contro "la pedofilia clericale". Turco (Radicali): «Vogliamo aiutare Benedetto XVI a fare opera di verità»

Ricordo al sito "The Vatican-YouTube" che il Santo Padre non recita il Regina Coeli da più di un mese!

Betlemme, il custode di Terra Santa: apprezzamento a ANP per la decisione dell'Unesco (Izzo)

Il Papa agli arcivescovi metropoliti: «Diventiamo noi tutti pastori della Chiesa», «cooperatori della verità», che è «una e sinfonica» (Monteforte)

Il Papa: le forze del male non prevarranno (Giansoldati)

Pio XII ha salvato più ebrei di tutti gli altri leader del mondo assieme (Bevilacqua)

Il Papa torna a Loreto cinque anni dopo l'Agorà e cinquanta dopo Giovanni XXIII (Izzo)

Martedì il Papa si trasferisce a Castel Gandolfo. "Pausa" estiva densa di impegni. L'analisi di TMNews

La fraternità cristiana. L'omelia della Santa Messa nella Festa dei Santi Pietro e Paolo (Vian)

Il Papa: prego per i nuovi arcivescovi perchè abbiano gioia e fedeltà. Benedetto XVI si sposta a Castel Gandolfo. Le udienze generali riprendono il 1° agosto (Izzo)

Un islamista per il dialogo (Tornielli)

Padre Ayuso Guixot nuovo segretario del dicastero per il Dialogo Interreligioso

Il Papa a Loreto. Mons. Tonucci: nei momenti importanti la Chiesa si rivolge a Maria

Il Papa nomina due nuovi vescovi in Vietnam. Nessun curiale fra i presidenti del Sinodo ma Asia, Africa e A. Latina. L'islamista Ayuso Guixot neo segretario del dicastero per il dialogo interreligioso (Izzo)


La Basilica della Natività a Betlemme dichiarata patrimonio dell'umanità dell'Unesco (Radio Vaticana)

Sono due i luoghi fisici e simbolici del potere supremo vaticano: l’Appartamento papale e la Segreteria di Stato (Galeazzi)

Anno della Fede e Sinodo. Riscoprire il Concilio, tornare alle radici della fede. Il commento di Salvatore Izzo

La parola del Papa, il male della discordia, il legame esemplare (Sequeri)

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Su segnalazione di Laura leggiamo:




Papa: Chiediamo a Dio tante guarigioni, ma soprattutto una fede sempre più salda


Commentando le guarigioni di due donne, l'emorroissa e la figlia di Giairo, Benedetto XVI invita "a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita". Il valore degli operatori sanitari che "recano serenità e speranza ai sofferenti" con la professionalità e con la "formazione del cuore" per condurli all'incontro con Dio in Cristo. Dal 3 luglio, un periodo di riposo a Castel Gandolfo.


Città del Vaticano (AsiaNews) 


"A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona". Così Benedetto XVI ha sintetizzato all'Angelus il messaggio del vangelo della domenica odierna (Mc 5,21-43), che racconta due guarigioni di Gesù in favore di due donne: la figlia di Giairo e la donna affetta da emorragia.
"Questi due racconti di guarigione - ha aggiunto il papa - sono per noi un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita". "Sono due episodi - ha spiegato - in cui sono presenti due livelli di lettura; quello puramente fisico: Gesù si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo; e quello spirituale: Gesù è venuto a guarire il cuore dell'uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui. Nel primo episodio, infatti, alla notizia che la figlioletta di Giàiro è morta, Gesù dice al capo della Sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!» (v. 36), lo prende con sé dove stava la bambina ed esclama: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!» (v. 41). Ed essa si alzò e si mise a camminare. San Girolamo commenta queste parole, sottolineando la potenza salvifica di Gesù: «Fanciulla, alzati per me: non per merito tuo, ma per la mia grazia. Alzati dunque per me: il fatto di essere guarita non è dipeso dalle tue virtù» (Omelie sul Vangelo di Marco, 3). Il secondo episodio, quello della donna affetta da emorragie, mette nuovamente in evidenza come Gesù sia venuto a liberare l'essere umano nella sua totalità. Infatti, il miracolo si svolge in due fasi: prima avviene la guarigione fisica, ma questa è strettamente legata alla guarigione più profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede. Gesù dice alla donna: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male!» (Mc 5,34)".
"Gesù che si fa attento alla sofferenza umana  - ha poi aggiunto il pontefice - ci fa pensare anche a tutti coloro che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l'assistenza religiosa nelle case di cura. Essi sono «riserve di amore», che recano serenità e speranza ai sofferenti. Nell'Enciclica Deus caritas est osservavo che, in questo prezioso servizio, occorre innanzitutto la competenza professionale - essa è una prima fondamentale necessità - ma questa da sola non basta. Si tratta, infatti, di esseri umani, che hanno bisogno di umanità e dell'attenzione del cuore. «Perciò, oltre alla preparazione professionale, a tali operatori è necessaria anche, e soprattutto, la "formazione del cuore": occorre condurli a quell'incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l'amore e apra il loro animo all'altro» (n. 31).
Chiediamo alla Vergine Maria di accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi è nel bisogno, mentre invochiamo la sua materna intercessione per i nostri fratelli che vivono una sofferenza nel corpo o nello spirito".
Dal 3 luglio il pontefice si trasferisce per un periodo di riposo a Castel Gandolfo. In questo periodo sono sospese tutte le udienze private. Le udienze generali del mercoledì - sospese nel mese di luglio - riprenderanno da mercoledì primo agosto a Castel Gandolfo. Per tutto il periodo estivo, invece, l'Angelus delle domeniche e delle solennità sarà celebrato sempre a Castel Gandolfo.


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Il Papa: Gesù è venuto a guarire l'uomo e chiede la fede

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No a una visione puramente orizzontale e materialista della vita: così il Papa all’Angelus, con un appello a curare i malati con “l’attenzione del cuore” (Radio Vaticana)


Su segnalazione di Laura leggiamo:


No a una visione puramente orizzontale e materialista della vita: così il Papa all’Angelus, con un appello a curare i malati con “l’attenzione del cuore”


“Gesù è venuto a guarire il cuore dell’uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui”. Il Papa commenta il racconto delle guarigioni di due donne da parte di Gesù, riportate oggi dal vangelo di Marco, sottolineando che “Gesù è venuto a liberare l’essere umano nella sua totalità”, corpo e Spirito. Poi un pensiero forte a quanti aiutano gli ammalati a portare la loro Croce, che chiama “riserve di amore”. E l’invito a cogliere nella “stagione del meritato riposo” anche l’occasione per maggiore attenzione a Dio e al prossimo. Il servizio di Fausta Speranza   


“Un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita”. Questo secondo Benedetto XVI è il significato del racconto delle guarigioni di Gesù. Gesù – ricorda il Papa – “si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo” ma poi – sottolinea – “la guarigione fisica è strettamente legata alla guarigione più profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede”.


“A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona”. 


E il Papa guarda a coloro che definisce «riserve di amore»: “tutti coloro – spiega - che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l’assistenza religiosa nelle case di cura”. Queste persone – dice – “recano serenità e speranza ai sofferenti”. 


“Occorre innanzitutto la competenza professionale - essa è una prima fondamentale necessità - ma questa da sola non basta”. 


Si tratta di esseri umani – afferma il Papa - che per loro chiede “umanità e attenzione del cuore”. 


“A tali operatori è necessaria anche, e soprattutto, la “formazione del cuore”: occorre condurli a quell'incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l'amore e apra il loro animo all'altro” (n. 31).


Dunque la preghiera a Maria di “accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi è nel bisogno”. 


Dopo la preghiera mariana, i saluti in varie lingue. In francese l’invito a “saper dedicare tempo a Dio durante il periodo estivo”, e ad assicurare “misericordia” e “tenerezza” a quanti soffrono. In inglese l’incoraggiamento a cogliere nel racconto delle guarigioni di Gesù “l’invito a crescere nella fede”. In spagnolo e portoghese torna la sottolineatura alle parole di Gesù: “Non temete”. In Slovenia un saluto particolare alle ragazze del gruppo «Splendor Gloriae» di Voglje, appartenente alla Famiglia Spirituale «L'Opera». In polacco, il Papa parla della “stagione del meritato riposo” con l’augurio che “sia anche un’occasione per dedicare più tempo e più attenzione a Dio e agli uomini, per approfondire la vita spirituale grazie alla preghiera, alla lettura, al contatto con il creato e ai momenti distensivi”. In italiano un pensiero particolare ai fedeli della parrocchia di San Giovanni Battista in Latisana e i laici camilliani del Piemonte. A tutti l'augurio di "una buona domenica e un sereno mese di luglio", di "buone vacanze". 


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Kenya, domenica di sangue per gli attacchi alle chiese cristiane

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Don Puglisi, il postulatore: la verità è infine emersa (Izzo)

DON PUGLISI: POSTULATORE, LA VERITA' E' INFINE EMERSA


Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug. 



"Nei 19 anni che ci separano dall'assassinio di padre Pino Puglisi, da quel 15 settembre del 1993, la verita' e' infine emersa". Lo scrive su Avvenire il postulatore della causa di beatificazione del sacerdote palermitano ucciso dalla mafia, che e' l'arcivescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone. Nell'editoriale pubblicato dal quotidiano cattolico, il presule lega la verita' del martirio di Puglisi riconosciuta giovedi' scorso dal Papa a "quella giudiziaria, vergata con inchiostro indelebile dalla Cassazione", per la quale "l'omicidio fu deciso dai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano per mettere a tacere un sacerdote scomodo, socialmente impegnato, che col suo ministero di pastore di anime, di formatore di coscienze cristiane, soprattutto di quelle dei fanciulli, li ridicolizzava sottraendo loro manovalanza, prestigio e potere, come del resto sprezzantemente li rimproverava uno dei capi indiscussi di Cosa Nostra, Leoluca Bagarella".
"Chi diede l'ordine di ucciderlo - spiega monsignor Bertolone - lo fece non per eliminare un pericoloso nemico, alla stregua di magistrati, giornalisti, esponenti delle forze dell'ordine e della societa' civile, ma per cercare di fermare un luminoso testimone di fede". E "adesso, dopo un lungo e complesso processo canonico" arriva, il decreto con cui Papa Benedetto "riconosce il martirio in odium fidei del sacerdote e ne autorizza l'auspicata beatificazione".
"Puglisi - commenta l'arcivescovo postulatore - era persona tutta di un pezzo, agiva umilmente, con semplicita', senza cercare visibilita', antieroe: annunciava e proclamava l'Unico Necessario, il Padre Nostro. E fu proprio l'essere un uomo libero, armato della sola forza della Parola, a costargli la vita, giustiziato dall'odio che i mafiosi nutrivano verso il suo munussacerdotale". "La sua figura - conclude Bertolone sul quotidiano della Cei - riveste un ruolo di grande importanza per la societa' civile, per la Chiesa universale, in particolare per la Chiesa palermitana e siciliana e per tutte quelle che si confrontano sul proprio territorio con le organizzazioni criminali, perche' il suo sacrificio ha svelato il grande inganno della mafia, sedicente portatrice di religiosita'. Il suo esempio e' stato ed e' cosi' forte da aver attraversato il tempo: nei 19 anni trascorsi, Brancaccio, Palermo, la Sicilia, l'Italia, il mondo non lo hanno dimenticato. Centinaia sono le strade, le scuole, le piazze che portano il suo nome". 



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PAROLE DEL SANTO PADRE ALLA RECITA DELL'ANGELUS

Il Papa: "A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona"

Kenya, bombe in due chiese. Almeno 9 morti e 3 feriti

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I prossimi impegni del Papa. Visiterà Nemi, Frascati e Loreto (O.R.)

Visiterà Nemi, Frascati e Loreto


Prossimi impegni del Pontefice


Benedetto XVI sarà a Loreto giovedì 4 ottobre, in occasione del 50° anniversario dello storico pellegrinaggio in treno compiuto da Giovanni XXIIIi ad Assisi e a Loreto. 
Il Papa si recherà nel santuario lauretano per affidare all'intercessione della Vergine Maria i lavori del Sinodo dei vescovi e l'Anno della fede
Ne dà notizia la Prefettura della Casa Pontificia, rendendo noto il programma della visita pastorale. Il Pontefice celebrerà alle 10.30 la messa nel santuario della Santa Casa. 
Al termine si trasferità al Centro Giovanni Paolo II a Montorso, per una breve visita. Nel pomeriggio ripartirà per Castel Gandolfo.
La Prefettura della Casa Pontificia ha anche reso noto che da martedì pomeriggio 3 luglio, il Pontefice si trasferirà a Castel Gandolfo dove trascorrerà come di consueto il periodo estivo, durante il quale sono sospese tutte le udienze private e speciali.
Le udienze generali del mercoledì -- sospese nel mese di luglio -- riprenderanno il 1° agosto a Castel Gandolfo. Nelle domeniche e nelle solennità liturgiche il Papa guiderà la preghiera mariana dell'Angelus nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.
In calendario alcuni impegni fuori Palazzo. Lunedì 9 luglio visiterà la casa dei verbiti a Nemi, mentre domenica mattina 15 luglio, il Papa compirà una visita pastorale a Frascati. In programma ci sono poi altri significativi appuntamenti, come il concerto del maestro Barenboim, l'11 luglio nel Palazzo Pontificio; l'incontro con alcuni gruppi folcloristici della Baviera, venerdì 3 agosto; il concerto organizzato dalla Caritas di Regensburg, sabato 11 agosto; la consueta celebrazione dell'Assunta nella pontificia parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, il 15 agosto; e infine il concerto della diocesi di Würzburg mercoledì 26 settembre.


(©L'Osservatore Romano 1° luglio 2012)

Chi vuole delegittimare la Chiesa cattolica? (Ambrogetti)

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Il Rito per l'imposizione dei palli (Osservatore Romano)

Rito per l'imposizione dei palli


Il potere distruttivo del male non prevarrà sulla Chiesa, che certamente non è una «comunità di perfetti», piuttosto è una «comunità di peccatori bisognosi dell'amore di Dio» e di «essere purificati attraverso la croce di Gesù Cristo». Essa tuttavia è fondata sulla fede e sulla grazia di Dio, capace di trasformare in forza ogni debolezza dell'uomo. 
Benedetto XVI ha scelto la ricorrenza liturgica degli apostoli Pietro e Paolo per ribadire alcuni concetti fondamentali sulla Chiesa e sul papato. 
Nell'omelia della messa celebrata venerdì mattina 29 giugno, nella basilica Vaticana il Pontefice ha riproposto, infatti, simbolismi e significati che, tratti dalle letture liturgiche, sono serviti a ribadire proprio il significato del non prevalebunt, la simbologia della chiave della casa di Davide e il senso del legare e dello sciogliere. Come da tradizione, durante la celebrazione il Papa ha benedetto e imposto i palli a 43 arcivescovi metropoliti.
La novità di quest'anno è l'anticipo dello svolgimento del rito della benedizione e imposizione: non più dopo l'omelia, ma prima dell'inizio della celebrazione eucaristica. La scelta è dovuta alle necessità di abbreviare il rito, evitare l'interruzione della celebrazione attenendosi così a quanto previsto nel Cæremoniale Episcoporum, e infine per non confonderlo con un rito sacramentale.
Dunque prima della messa il cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran ha presentato al Papa i nuovi metropoliti. Dopo le formule di rito il Pontefice ha imposto il pallio ai presuli e ha scambiato con loro un segno di pace.
L'arcivescovo Lorenzo Baldisseri, segretario della Congregazione per i Vescovi, ha ricevuto i palli destinati ad altri metropoliti non presenti alla cerimonia: uno del Ghana, uno del Canada e uno del Pakistan. Saranno conservati nell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. Il pallio, antico segno di unità e comunione con la Sede Apostolica -- una piccola stola di lana di agnelli, confezionata dalle benedettine del monastero di Santa Cecilia in Trastevere -- è stato imposto ai presuli nominati dopo la solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo dello scorso anno. Tre italiani, un tedesco, due messicani, un argentino, un guatemalteco, quattro statunitensi, tra i quali l'arcivescovo di Pittsburgh dei bizantini (è la prima volta che il Papa impone un pallio di foggia orientale a un arcivescovo di una Chiesa sui iuris di rito orientale), tre canadesi, un peruviano , un papuano, un venezuelano, tre polacchi, sette brasiliani, quattro filippini, un bengalese, un antillano, uno zambiese, un francese, due indiani, due australiani, un coreano, un angolano e un nigeriano.
I primi a ricevere il pallio -- i cardinali Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Berlino, e Francisco Robles Ortega, arcivescovo di Guadalajara, insieme con gli arcivescovi Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, e Alfredo Horacio Zecca, arcivescovo di Tucumán -- sono saliti all'altare per la preghiera eucaristica.
Come da tradizione, alla celebrazione era presente anche una delegazione inviata dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo i, composta dal metropolita di Francia, Emmanuel Adamakis, dal vescovo di Philomelion (Stati Uniti d'America), Ilias Katre, dal diacono Paisios Kokkinakis, codicografo del santo Sinodo del Patriarcato ecumenico. Erano accompagnati dal vescovo Brian Farrell, segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e da don Andrea Palmieri, officiale della sezione orientale del dicastero.
Dopo la preghiera del Pater Noster, il Pontefice ha scambiato con il rappresentante del Patriarcato ecumenico il segno della pace.
Conclusa la celebrazione il Papa, al cui fianco era il metropolita ortodosso, è sceso dall'altare e si è inginocchiato davanti alla Confessione di San Pietro ed è rimasto in preghiera per alcuni istanti prima di lasciare la basilica.
Alla celebrazione erano presenti cinquanta cardinali, tra i quali, Tarcisio Bertone, segretario di Stato, e Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio. Durante la celebrazione il Papa è stato assistito dai cardinali diaconi Angelo Comastri e Francesco Monterisi. Hanno prestato servizio come ministranti i giovani dell'Associazione Santi Pietro e Paolo e i ragazzi del Preseminario San Pio X.
Con il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, erano gli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati; i monsignori Peter Bryan Wells, assessore della Segreteria di Stato, Ettore Balestrero, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, Fortunatus Nwachukwu, capo del Protocollo. Tra le personalità presenti, Jejomar C. Binay, vice presidente delle Filippine, Paul Bhatti, consigliere del primo ministro del Pakistan per le minoranze, John Hall, decano dell'abbazia di Westminster con la comunità anglicana, Carl Anderson, cavaliere supremo dei Cavalieri di Colombo, e il direttore del nostro giornale. Il Pontefice era giunto in basilica, accompagnato dagli arcivescovi del Blanco Prieto, elemosiniere, e Harvey, prefetto della Casa Pontificia, dal vescovo De Nicolò, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, dai monsignori Gänswein, segretario particolare, e Xuereb, della segreteria particolare, e dal medico personale Polisca.
I canti della liturgia sono stati eseguiti dalla Cappella Sistina diretta dal maestro Massimo Palombella. Proprio per sottolineare lo spirito ecumenico della celebrazione il coro della Cappella Sistina era affiancato dal The choir of Westminster abbey.


(©L'Osservatore Romano 1° luglio 2012)

Il Cristo del dolore e della speranza. Il dono dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio al Papa (O.R.)

Il dono dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio al Papa


Il Cristo del dolore e della speranza


«Con viva ed estrema gratitudine per la carità pastorale donata alle diocesi colpite dal sisma e ai loro dolenti vescovi e sacerdoti». Con queste parole monsignor Paolo Rabitti, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha donato a Benedetto XVI l'«eloquente immagine solare» del Crocifisso privato della croce nella stessa notte del terremoto, il 20 maggio alle ore 4.05. Un segno di riconoscenza, di «piena comunione e devozione» con il Papa, il quale visitando, martedì scorso 26 giugno, i luoghi del sisma in Emilia Romagna, si è chinato sul dolore di un popolo ferito, ma pronto a rinascere nella speranza. Il Crocifisso senza croce è posto davanti alla chiesa di San Pietro Apostolo nella frazione di Santa Bianca del comune di Bondeno, nel Ferrarese.


(©L'Osservatore Romano 1° luglio 2012)

Euro 2012, il Papa tiferà Italia ma un pò anche per la Spagna (Izzo)

EURO 2012: PAPA TIFERA' ITALIA E UN PO' ANCHE PER LA SPAGNA


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 30 giu.


Pastore universale e fine intenditore di calcio, Benedetto XVI non si permette un tifo accanito. Il Papa - in Vaticano lo sanno tutti - segue in tv le partite piu' importanti, ma non affida ai media le sue impressioni, commenti e speranze.
Anzi, l'altro giorno Joseph Ratzinger aveva chiesto di non far sapere nemmeno con certezza se avrebbe guardato Italia-Germania, ricordando che se anche e' tedesco e ama la sua patria, allo stesso tempo e' primate d'Italia e dunque il suo affetto si sarebbe diviso tra entrambe le formazioni.  Per le stesse ragioni domani sera tifera' certo per l'Italia, sua seconda patria da oltre trent'anni, ma un po' anche per la cattolicissima Spagna, il Paese che dopo l'elezione con la Germania ha visitato piu' spesso nei suoi viaggi fuori d'Italia, recandovisi ben tre volte. E che sempre lo ha accolto con incontenibile entusiasmo. "Viva l'Italia, viva la Spagna", riassume un collaboratore fidato di Papa Ratzinger.
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, pero', ha gia' fatto sapere che lui, come i 220 vescovi che presiede, tifera' Italia ("siamo italiani", ha sottolineato).
E il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, grande tifoso ed esperto della materia, spera moltissimo di poter ripetere domani sera la telefonata di ieri al presidente Giorgio Napolitano per complimentarsi per la vittoria degli azzurri e ripetere che "il Papa in quanto vescovo di Roma partecipa all'allegria dei fedeli".


© Copyright (AGI)

Le chiavi per aprire il Regno dei Cieli. La spada per combattere il male (Cernuzio)

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Il Papa e il "pallio" della fraternità (Gaeta)

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NoiXBenedetto, i giovani per il Papa (Famiglia Cristiana)

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Domanda: se questi amici "autoconvocatisi" non avessero dato vita all'iniziativa "Noi per Benedetto", il card. Vallini si sarebbe mobilitato? Permettetemi di dubitarne visti i precedenti.
Il mio abbraccio agli amici di "Noi per Benedetto" :-))
R.

«I giorni della tempesta» di Antonio Socci. La recensione de "Il Tempo"


Vedi anche:

In libreria: “I giorni della tempesta” di Antonio Socci. Articoli, commenti recensioni


THRILLER


«I GIORNI DELLA TEMPESTA» DI SOCCI SPINGE A «TORNARE ALLE ORIGINI»


Nuova linfa per la Chiesa dalle moderne persecuzioni


di Andrea Acali


A prima vista potrebbe sembrare una sorta di risposta cattolica alle fantasie di Dan Brown.
Un thriller a sfondo archeologico, alla ricerca del vero sepolcro di San Pietro (che si troverebbe non sotto la Basilica Vaticana ma nelle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro), per dimostrare comunque che il primato del Vescovo di Roma si basa sull'effettiva presenza dell'Apostolo nella Città Eterna. 
In realtà «I giorni della tempesta» di Antonio Socci (314 pagine, Rizzoli, 18 euro) è qualcosa di completamente diverso. È il tentativo di proporre un messaggio preciso non con un saggio o un libro-inchiesta ma attraverso un romanzo. L'idea dell'opera di Socci è quella di spingere la Chiesa a riscoprire i princìpi e i valori dei primi cristiani, dei martiri romani, della comunità che si strinse intorno a Pietro e Paolo, dei fedeli delle catacombe. Di quei seguaci di Cristo, uomini, donne, anziani e bambini, che seppero rendere la loro testimonianza fino all'effusione del sangue, quel sangue che ha intriso la terra romana rendendola feconda per la diffusione del cristianesimo. 
Una riscoperta che secondo Socci è una necessità imprescindibile per purificare la Chiesa, anche attraverso le persecuzioni, per sfrondarla da tanti «apparati» che la appesantiscono, che ne rendono meno autentico il messaggio universale di salvezza. In questo senso le intenzioni dell'autore sono apprezzabili. Tuttavia non si può dimenticare che la Chiesa vive e opera nel mondo e di certi strumenti, di certi «apparati» ha bisogno. Certamente è auspicabile che gli uomini che agiscono nella Chiesa sappiano farlo con quello spirito richiamato anche da Socci. 
Del resto più volte lo stesso Benedetto XVI ha messo in guardia i cardinali (e non solo) dalle tentazioni del carrierismo. Come pure ha dichiarato guerra alla piaga della pedofilia. E proprio dalla confessione di un prete pedofilo prende il via l'azione del romanzo di Socci. Che poi si sviluppa con il furto di alcuni preziosi documenti dalla Santa Sede. Singolare coincidenza con quanto avvenuto negli ultimi mesi e il caso Gabriele? L'autore ha più volte spiegato di aver iniziato a scrivere il romanzo nell'agosto dello scorso anno, prima che scoppiasse il cosiddetto «Vatileaks». Ma l'attualità dello scenario descritto da Socci è una circostanza straordinaria che non sfugge al lettore. Una trama che si sviluppa avvincente tra meschini giochi di potere e slanci di generosità. Personaggi che si redimono e manovre dei «poteri forti» per ridurre al silenzio la Chiesa e il Pontefice. Con la certezza che le «forze degli inferi non prevarranno». E un giallo nel giallo legato agli scritti di Maria Valtorta, la mistica morta nel 1961 a Viareggio. Socci cita ampi brani della sua opera, «L'Evangelo come mi è stato rivelato», un libro monumentale che contiene le rivelazioni private di Gesù alla donna, paralizzata dal 1934 a seguito di un'aggressione. Scritti che secondo alcuni anche Papa Pio XII avrebbe letto e apprezzato. Se questo fosse vero, tuttavia, non si spiegherebbe il motivo per cui il Sant'Uffizio ne avrebbe disposto prima il ritiro delle copie dattiloscritte e poi l'iscrizione nell'indice dei libri proibiti. Un articolo dell'Osservatore Romano definì gli scritti della Valtorta «una vita di Gesù malamente romanzata». Il giudizio negativo fu confermato nel 1985 dalla Congregazione per la dottrina della fede presieduta dall'allora card. Ratzinger. L'Ordine dei Servi di Maria ha chiesto di avviare la causa di beatificazione della mistica ma l'arcivescovo di Firenze ne ha negato l'introduzione. Dal canto suo Socci si augura «che venga riaperto il dossier Valtorta e si riconosca la grandezza dell'Opera e di questa straordinaria donna e grande cristiana di cui spero venga aperto quanto prima il processo di beatificazione». Cosa entusiasma tanto lo scrittore di questa donna? Sostanzialmente il richiamo alla fedeltà delle origini «quando - come diceva Gesù alla Valtorta - i papi vivevano tra la gente». Un tasto su cui batte per tutto il libro, fino a far dire al protagonista, dopo l'elezione di un papa cinese (che guarda caso si chiama Pietro II) e l'abbandono del Vaticano «finalmente non vedremo più tanti ecclesiastici intenti a spettegolare, a sgomitare per le carriere, a farsi sgambetti e raccomandazioni, divisi tra lobby che si odiano...». E infine un altro vecchio «pallino» di Socci, quello che il messaggio della Madonna a Fatima non sia stato rispettato in pieno (nella parte della consacrazione della Russia) e che non sia stato interamente rivelato. Un libro che nasce con ottime intenzioni dal quale tuttavia trasuda un giudizio fortemente negativo sull'immagine della gerarchia ecclesiastica (o almeno di gran parte di essa). E in questo, purtroppo, anche Socci sembra vittima di un luogo comune da sfatare.


© Copyright Il Tempo, 1° luglio 2012 consultabile online anche qui.

Verona, marcia contro "la pedofilia clericale". Turco (Radicali): «Vogliamo aiutare Benedetto XVI a fare opera di verità»


La marcia contro la pedofilia clericale


«Aiutiamo il Papa a fare opera di verità»


Verona. «Vogliamo aiutare Benedetto XVI a fare opera di verità». Lo ha detto il deputato dei Radicali Italiani, Maurizio Turco, che oggi è intervenuto a Verona alla terza marcia contro la «pedofilia clericale», organizzata dall’Associazione Sordomuti «Antonio Provolo».
L’istituto Provolo era stato al centro di uno scandalo per la denuncia da parte di ex alunni di decine di casi di pedofilia che risalgono a molti anni fa. «La Conferenza Episcopale Italiana - ha spiegato Turco - ha la facoltà di fare aprire gli archivi diocesani dove sono nascoste alcune verità».
Oggi a Verona sono arrivate persone anche dall’estero e pure dagli Stati Uniti per denunciare gli abusi sessuali subiti da preti. «Devo dire - ha aggiunto il parlamentare radicale - che alcune Conferenze episcopali, quella belga, irlandese, americana, austriaca, hanno aperto questi archivi». «Non comprendiamo - ha concluso - questa censura da parte della Cei proprio nel momento in cui più che dal Vaticano, proprio Benedetto XVI continua a dire che bisogna fare opera di verità». 
Turco ha quindi lanciato un appello alle autorità ecclesiastiche per «fare luce su alcuni gravi episodi di abusi sessuali avvenuti a Verona negli anni ’70 e ’80» ha detto riferendosi alle vicende del Provolo. La marcia ha preso il via nel pomeriggio proprio dalla sede dell’Istituto dove avvennero alcuni degli abusi denunciati dalle vittime e si concluderà in piazza Bra. «Il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti - ha detto l’onorevole Turco - si era impegnato a fare opera di verità in questa vicenda, ma dopo tre anni non abbiamo visto nulla». «Rinnoviamo il nostro appello - ha aggiunto - a fare luce su alcuni episodi avvenuti tra gli anni ’70 e ’80 e rendere pubbliche queste vicende, in modo che possano trovare un momento di verità anche all’interno delle autorità ecclesiastiche». Il parlamentare radicale ha concluso annunciando la quarta giornata di memoria delle vittime di pedofilia clericale, che si terrà nel 2013 sempre a Verona.


http://www.larena.it/stories/Home/381071_la_marcia_contro_la_pedofilia_clericaleaiutiamo_il_papa_a_fare_opera_di_verit/


Tutto giusto salvo un piccolo particolare: come mai i radicali ammettono solo ora il grande impegno di Papa Benedetto contro la pedofilia? La mia non e' una polemica ma una semplice domanda.
R.

Ricordo al sito "The Vatican-YouTube" che il Santo Padre non recita il Regina Coeli da più di un mese!

Clicca per ingrandire
Finora mi sono trattenuta, ma adesso stiamo esagerando.
Il Santo Padre ha recitato l'ultimo Regina Coeli domenica 27 maggio 2012 (Pentecoste), ma il canale YouTube del Vaticano ritiene che ogni domenica si reciti ad oltranza questa preghiera mariana al posto dell'Angelus.
Non si tratta di piccolezze o errori di scarsa importanza. Queste "disattenzioni" dicono molto (tutto!) sul modo di comportarsi di chi dovrebbe rendere accessibile a tutti la parola del Papa.
R.

Betlemme, il custode di Terra Santa: apprezzamento a ANP per la decisione dell'Unesco (Izzo)

BETLEMME: CUSTODE, APPREZZAMENTO A ANP PER DECISIONE UNESCO


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 30 giu. 


"Esprimiamo apprezzamento all'Autorita' Palestinese e ci auguriamo che i luoghi santi restino comunque un'isola esclusa da qualsiasi attivita' che non sia legata al luogo di culto e al luogo santo". 
Il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, ha commentato cosi' la decisone dell'Unesco di includere, con una procedura d'urgenza, la chiesa della Nativita' di Betlemme tra i siti patrimonio dell'umanita', che a San Pietroburgo, dove e' stata approvata con 13 si', 6 no e 2 astenuti, e' stata accolta da un lungo applauso della delegazione palestinese, ma anche dalle critiche israeliane che la definiscono "totalmente politica". E "profonda delusione" e' stata espressa dagli Usa.
"Devo chiarire - ha detto padre Pizzaballa all'emittente della Santa Sede - che non e' solo la Basilica ma e' tutta la citta' vecchia di Betlemme, che comprende anche la Basilica della Nativita' a essere stata dichiarata patrimonio dell'Unesco. Il presidente palestinese Abu Mazen, a suo tempo, aveva espresso le garanzie che non sarebbero stati toccati i diritti delle Chiese, i diritti di proprieta' come anche di gestione". 
Noi, ha ammesso il religioso italiano, "come Chiese ortodosse, cattoliche e armene, avevamo espresso qualche preoccupazione". Resistenze rientrate grazie all'assicurazione che i luoghi santi continueranno a essere gestiti esclusivamente dalle comunita' religiose: "non deve cambiare assolutamente nulla. Abbiamo avuto delle garanzie, in questo senso, e ci auguriamo che cosi' resti", ha affermato in proposito il francescano riconfermato due anni fa nel suo incarico da Benedetto XVI.
Secondo il custode di Terra Santa, "i luoghi santi e di culto devono avere dinamiche diverse ed estranee alle questioni politiche locali", ma l'inclusione nell'elenco dell'Unesco "e' sicuramente una nomina di prestigio ed e' un primo conseguimento dell'Autorita' Palestinese, come e' anche un riconoscimento internazionale di un luogo che comunque era gia' internazionalmente riconosciuto. 
Dal punto di vista pratico non cambiera' tantissimo se non, forse, una procedura un po' piu' burocratica per eventuali interventi". Mentre, ha concluso padre Pizzaballa, "per quanto riguarda la conservazione, la Basilica al momento ha bisogno di una grande opera di ristrutturazione e di conservazione che in ogni caso, con o senza l'Unesco, sarebbe stata eseguita ugualmente con i migliori criteri possibili". 


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Il Papa agli arcivescovi metropoliti: «Diventiamo noi tutti pastori della Chiesa», «cooperatori della verità», che è «una e sinfonica» (Monteforte)


Il Papa: «Nella Chiesa c’è il peccato, ma non prevarrà»


Roberto Monteforte


«La Chiesa è una comunità di peccatori, ma il potere distruttivo del male non prevarrà. Perché è fondata sul messaggio di Cristo». «Occorre restare uniti». 
Lo ha affermato Papa Benedetto XVI nel giorno in cui si festeggiano gli apostoli Pietro e Paolo. Le forze del male non prevalebunt, scandisce il pontefice.
Dalla basilica di san Pietro durante la messa solenne dopo la consegna ai 44 arcivescovi metropoliti del «pallio», la stola di lana bianca simbolo del particolare vincolo che li lega al vescovo di Roma e alla Chiesa universale, il Papa lancia un invito che, viste le tensioni e le polemiche che attraversano la Curia romana, ha una particolare forza e valore: «Diventiamo noi tutti pastori della Chiesa», «cooperatori della verità», che è «una e sinfonica». Papa Ratzinger lo ricorda, di fronte alla debolezza umana occorre «l’impegno costante della conversione» da parte di tutte le comunità e l’unità. Indica la strada della «nuova fratellanza» da seguire sull’esempio offerto dai due apostoli sui quali si è costruita la Chiesa: Pietro e Paolo. «Benché assai differenti umanamente l’uno dall'altro e malgrado non siano mancati conflitti spiega -, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli».
I due apostoli, le due colonne su cui si fonda la Chiesa, sempre raffigurati l'uno con le chiavi e l'altro con la spada, non sono, rimarca papa Ratzinger, né Romolo e Remo, né Caino e Abele, cioè non sono «antagonisti», ma malgrado le differenze, «inseparabili». «Solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità: ecco il primo fondamentale messaggio che la solennità odierna consegna a ciascuno di noi, e la cui importanza si riflette anche sulla ricerca di quella piena comunione cui anelano il Patriarca ecumenico e il Vescovo di Roma come pure tutti i cristiani».
È un’indicazione precisa per la Chiesa di oggi. Con finezza e profondità Benedetto XVI lo affronta partendo dal ruolo del pontefice, dallo spirito di dedizione e servizio che deve segnare la sua missione, ma anche dalla «debolezza umana» con cui misurarsi, come l’apostolo Pietro e nei secoli ogni altro suo successore. Da superare con la «conversione», perché solo grazie all’umiltà spiega e alla trasformazione possibile «aprendosi a Dio» che si può essere quella «roccia» su cui si edifica la Chiesa. Non bastano le «capacità umane». In questo insiste c'è «tutto il dramma della storia dello stesso papato». Il pontefice ricorda pure l’autorità di «legare e sciogliere» conferita a Pietro che consente di rimettere i peccati. È così che si «toglie energia alle forze del caos e del male» e che si permette alla Chiesa, «comunità di peccatori» e non di «perfetti», di assolvere al suo ministero. Questo darebbe la certezza che le forze del male non prevarranno neanche se, come testimonia la cronaca di questi giorni la Chiesa è attraversata da tensioni e contrasti. Il mio potere in quanto Papa ha spiegato ancora davanti agli arcivescovi, tra loro anche i tre italiani Francesco Moraglia, Filippo Santoro e Arrigo Miglio, e i rappresentanti di tanti Paesi e di tutti i continenti «rassicura sul futuro della Chiesa».
All'Angelus il Papa non solo è tornato ad auspicare nel saluto al Patriarcato di Costantinopoli, la piena unità dei cristiani, ma ringraziando i giovani della diocesi di Roma radunati in piazza san Pietro, ha detto di contare sulle loro preghiere «per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo». Non abdica. Resta alla guida della Chiesa.


© Copyright L'Unità, 30 giugno 2012

Pio XII ha salvato più ebrei di tutti gli altri leader del mondo assieme (Bevilacqua)

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Il Papa: le forze del male non prevarranno (Giansoldati)

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