martedì 29 maggio 2012

Lascerà il segno. I cardinali Scola e Antonelli hanno presentato oggi l'Incontro mondiale di Milano (Sir)


Lascerà il segno


I cardinali Scola e Antonelli hanno presentato oggi l'Incontro mondiale di Milano


“Voglio esprimere con una formula lo scopo di questo grande lavoro compiuto in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie: è un evento straordinario, voluto, pensato e programmato per potenziare la vita ordinaria della Chiesa”. Con queste parole il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha ufficialmente inaugurato oggi, presso gli spazi del MiCo Fieramilanocity, il Family 2012, che si tiene dal 30 maggio al 3 giugno (info: www.family.2012). 


La presenza del Papa. Il centro dell’evento, naturalmente, sarà la presenza di papa Benedetto XVI, che ha voluto inserire una vera e propria visita pastorale alla diocesi di Milano. Questa presenza preziosa, secondo il card. Scola, “segna già la strada perché l’evento rifluisca poi nell’ordinario, dentro la vita personale di ogni cristiano e di ogni comunità cristiana”. Nella prospettiva dell’arcivescovo, la scelta del tema “La famiglia: il lavoro e la festa” permette un approfondimento “che non sarà soltanto intellettuale, ma sarà espresso anche attraverso i gesti liturgici, le forme artistiche, la conoscenza reciproca, la condivisione”. Il card. Scola sottolinea la rilevanza dell’evento anche attraverso “il numero straordinario di giornalisti accreditati”, che è un segno importante “come lo è la risonanza che le testate dell’Italia e del mondo hanno dato all’evento”.


Il valore dell’evento. Il Family 2012 richiama all’attenzione del mondo la realtà della famiglia: “Al centro del desiderio e della realizzazione concreta degli uomini e delle donne di oggi sta il modello di famiglia che i sociologi chiamano ‘normocomposta’ o ‘normocostituita’, che ha il suo ideale nel rapporto fedele e aperto alla vita tra un uomo e una donna”. Proprio questa famiglia è rilanciata attraverso il Family 2012. “E questo – è il commento dell’arcivescovo – mi sembra un bene”. Ricordando il grande impegno organizzativo avviato circa tre anni fa per preparare l’appuntamento, il card. Scola sottolinea che si tratta di un evento destinato a durare nel tempo: “In casi come questi, con troppa superficialità si dice che simili eventi impiegano molte energie e poi finiscono in nulla. È un giudizio superficiale, perché essi nascono da un lavoro capillare, coinvolgono nella fase preparatoria moltissime migliaia di persone, molte realtà di parrocchie, migliaia di volontari, centinaia di relatori provenienti da tutto il mondo”.


Nucleo solido e felice. Il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ricorda dal canto suo che l’obiettivo generale del Congresso teologico pastorale, che fa parte del programma del Family 2012, è la trattazione del tema dell’evento – “La famiglia: il lavoro e la festa” – nella prospettiva teologica e antropologica. Si metterà in evidenza che la cosiddetta famiglia ‘normocostituita’, ovvero la coppia stabile, magari con figli, “è più felice e più vantaggiosa per la società”. Anche se questo tipo di famiglia ha meno disponibilità sotto il profilo economico, “in realtà è più ricca di relazioni umane, produce capitale umano per il lavoro, il mercato e le imprese e sa creare la festa in casa, nella comunità religiosa e nell’ambiente sociale”. In tempi di crisi e di sofferenza è urgente “comprendere la situazione di sofferenza delle persone e promuovere una famiglia solida e non ibrida, necessaria per la felicità delle persone e per il vantaggio della società”. Soffermandosi in particolare sui contenuti e sull’articolazione del Congresso teologico pastorale, mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e presidente del Comitato scientifico del Congresso, lo presenta come un appuntamento che “dipanerà il filo rosso del tema nella tensione tra famiglia e società”.


“Motore propulsivo”. Per questo, le tre giornate del VII Incontro mondiale delle famiglie “partono dalla vita quotidiana per aprirla al mondo, insistendo sulla famiglia come luogo di apertura alla società e sulla società come spazio che deve considerare la famiglia come motore propulsivo”. Al centro dell’attenzione sono le relazioni familiari che, “da un lato, sono da collocare realisticamente nelle forme attuali con cui lavoro e tempo libero influiscono sulla vita di coppia e l’educazione dei figli ma, dall’altro, potranno diventare occasione per trasformare il mondo mediante il lavoro e per umanizzare il tempo mediante il senso cristiano della festa, in particolare della domenica”. Grande è l’attesa per l’esito positivo dell’incontro: “Ci aspettiamo che l’esperienza delle diverse nazioni e dei diversi continenti possa mostrare un panorama differenziato con cui famiglia, lavoro e festa s’intrecciano”.


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