sabato 12 maggio 2012

Il cristocentrismo bonaventuriano nella riflessione e negli studi di Joseph Ratzinger. A La Verna un viaggio del cuore (Bellandi)


Il cristocentrismo bonaventuriano nella riflessione e negli studi di Joseph Ratzinger


A La Verna un viaggio del cuore


Andrea Bellandi, 
Facoltà Teologica dell'Italia Centrale


In occasione della visita pastorale di Papa Benedetto XVI ad Arezzo, La Verna e Sansepolcro, pubblichiamo stralci di una relazione di un convegno, tenutosi a La Verna nel 2009, dedicato all’ Itinerarium mentis in Deum di Bonaventura da Bagnoregio.
«Quello che espongo qui — scriveva Joseph Ratzinger nel 2002 riferendosi al rapporto tra fede e teologia — non è solo teoria, anche se ho appreso tutto questo anzitutto dai grandi maestri come Agostino, Bonaventura, Tommaso d’Aquino e, per la prima volta, sono stato introdotto a questi maestri dal mio maestro Gottlieb Söhngen (...). 
Questo «essere prima» della parola di Dio, a cui vogliamo star dietro con la nostra riflessione, è divenuto per me un’esperienza sempre più personale». In questa breve affermazione troviamo sintetizzato tanto il percorso intellettuale, quanto quello spirituale del già docente, quindi arcivescovo, poi prefetto della Congregazione della Fede e infine Successore di Pietro.
Certamente è ormai nota ai più l’influenza che la figura di Agostino ha esercitato sulla sua vita di teologo e di pastore. Meno noto è l’apporto della riflessione bonaventuriana sul pensiero dello studioso bavarese, anche se la pubblicazione degli studi ratzingerianiconcernenti il Doctor seraphicus — compresi i capitoli dedicati al suo studio del 1957 in vista dell’abilitazione all’insegnamento — ha iniziato a colmare tale lacuna (Joseph Ratzinger, San Bonaventura. La teologia della storia, Assisi, Porziuncola, 2008). 
È vero, peraltro, che non sono molti gli scritti dedicati da Ratzinger all’illustre santo francescano e tutti risalenti al primissimo periodo della sua attività accademica. Tuttavia l’influenza del maestro medievale sull’impianto teologico dello studioso bavarese è stata ed è più ampia di quanto i riferimenti diretti all’opera bonaventuriana potrebbero far pensare.


(©L'Osservatore Romano 13 maggio 2012)

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