lunedì 30 luglio 2012

L'arcivescovo Filippo Santoro commenta le parole di Benedetto XVI sull'Ilva di Taranto (Sir)

PAPA E ILVA-TARANTO


Non siamo soli


L'arcivescovo Filippo Santoro commenta le parole di Benedetto XVI oggi da Castel Gandolfo


“Seguo con preoccupazione le notizie relative allo stabilimento Ilva di Taranto e desidero manifestare la mia vicinanza agli operai e alle loro famiglie, che vivono con apprensione questi difficili momenti. Mentre assicuro la mia preghiera e il sostegno della Chiesa, esorto tutti al senso di responsabilità e incoraggio le Istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica”. 
Sono le parole pronunciate oggi da Benedetto XVI dopo la recita dell’Angelus, a Castel Gandolfo, sui fatti dell’Ilva di Taranto.
A commento dell’intervento del Papa, l’arcivescovo del capoluogo ionico, mons. Filippo Santoro, in questi giorni a Rio de Janeiro e a Petropolis per impegni fissati da tempo, ha scritto una nota. Vista la situazione a Taranto, mons. Santoro ha annullato tutti i suoi impegni e il 1° agosto rientrerà in sede per manifestare concretamente la sua vicinanza agli operai e alla Città.


Pubblichiamo il testo integrale della nota dell’arcivescovo:


“Amati tarantini,
nell’ora di una delle prove più dure per la città, le parole del Santo Padre Benedetto XVI ci sono di grande conforto. Non siamo soli e le nostre intenzioni sono dinanzi a Dio, ora conosciute a tutto il mondo grazie al Pastore universale della Chiesa.
Ringraziate con me il Papa perché egli prega per noi. Il suo ricordo nell’Angelus di questa mattina sollecita tutti coloro che hanno responsabilità e facoltà a trovare vie concrete, fattibili e immediate perché a nessuno venga sottratto il pane e la dignità, perché a tutti sia garantito un ambiente sano e, che la Giustizia, a schiena dritta, continui il suo corso necessario.
La frase del Pontefice, che assicura il ‘sostegno della Chiesa’, è una chiamata improrogabile per me e per tutta la Chiesa diocesana per una presa in carico spirituale e morale delle sorti cittadine.
Per questo motivo, pur avendo da mesi programmato un mio viaggio in Brasile per impegni importanti e, dove mi trovo, da appena due giorni, ho deciso di cancellare le voci in agenda per rientrare immediatamente in sede.
Sento il bisogno e il dovere di condividere con voi questa croce e di presiedere un momento di preghiera per il quale chiedo all’intera Chiesa diocesana di farsi promotrice. Mi darebbe una grande gioia che tutti gli uomini e le donne di buona volontà scendessero per le strade accanto agli operai. Il problema dell’Ilva è un problema di tutti.
Auspico che quello che sta avvenendo non si traduca in una guerra fra vittime ma, che tutti, uniti e con forza, si pretenda, a diritto, l’assunzione di responsabilità dello Stato, dell’azienda siderurgica, delle Istituzioni, della politica, dei sindacati, dei media…
Chissà che in questo momento di recessione economica mondiale, Taranto non diventi un esempio geniale di risposta alla crisi!
Mi raccomando solo che una necessità non prevalga sull’altra paventandone l’urgenza.
Per Taranto non si chieda il lavoro in alternativa all’ambiente sano.
A Taranto, ora, in nome di Dio, si chieda che si possa vivere, lavorando dignitosamente, in sicurezza, senza minacce volontarie per la salute.
Dio benedica tutti, il vescovo vi abbraccia uno ad uno”.


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Mons. Fisichella: i cristiani escano della proprie comunità per portare il Vangelo ad ogni uomo (Radio Vaticana)


Mons. Fisichella: i cristiani escano della proprie comunità per portare il Vangelo ad ogni uomo


Si è aperto sabato a Kostrzyn, in Polonia, il primo Congresso nazionale sulla nuova evangelizzazione. Al Congresso, assieme ad oltre 1500 persone, partecipa anche l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Padre Stanisław Tasiemski lo ha intervistato: 


R. – La nuova evangelizzazione ha come suo compito specifico quello di ravvivare in coloro che già sono cristiani e battezzati la consapevolezza di essere degli evangelizzatori. E solo a partire da qui è possibile raggiungere anche le persone che si dicono cristiane ma sono diventate indifferenti, o le persone che non partecipano più alla vita della comunità cristiana, o alle persone che non hanno ancora conosciuto Gesù Cristo. Forse, in questo momento di profonda crisi nella cultura e nella società, i cristiani potrebbero facilmente trovare maggiore sicurezza all’interno delle loro chiese, delle loro comunità, Ma questo significherebbe vanificare l’evento della Pentecoste. La Pentecoste obbliga i cristiani ad essere presenti nel mondo, e quindi ad essere presenti là dove vive l’uomo, per poter portare ad ogni uomo il Vangelo. Quindi non è pensabile che la Chiesa possa vivere in maniera privata e privatistica la dimensione dell’annuncio: l’annuncio è universale, va portato a tutti e questo richiede una presenza significativa nella società. Senza la presenza dei cattolici, certamente la società sarebbe più povera e più triste, perché mancherebbe della ricchezza del Vangelo e della nostra speranza.


D. – La Chiesa dovrà cambiare il linguaggio dell’annuncio?


R. – Ma … già il beato Giovanni Paolo II diceva che la nuova evangelizzazione richiede anche un nuovo linguaggio, un nuovo metodo ed anche un rinnovato entusiasmo. Certo, noi dobbiamo essere capaci di parlare il linguaggio dei nostri contemporanei, ma non possiamo dimenticare che il contenuto del nostro annuncio è sempre lo stesso: ieri, oggi e sempre. E non cambia. Ciò che è cambiato è la società, ciò che è cambiato è il modo di concepire la vita. Allora, noi dobbiamo essere capaci di entrare nella cultura secolarizzata, far comprendere anche i limiti di una cultura secolarizzata. Vivere nel mondo come se Dio non esistesse, non solo non ha portato una ricchezza nella cultura, ma ha impoverito l’uomo perché l’uomo, oggi, è profondamente in crisi.


D. – Quali sono i frutti che lei si aspetta dall’impegno della Chiesa per la nuova evangelizzazione?


R. – Noi oggi abbiamo tante e diverse esperienze di nuova evangelizzazione. Ecco: io mi aspetto che uno dei primi frutti sia quello di capire l’esigenza dell’unità nell’opera di evangelizzazione, nel rispetto della complementarietà. Cioè, dobbiamo ritrovare una profonda unità nella coscienza, nella consapevolezza dell’urgenza della nuova evangelizzazione, ma dobbiamo essere capaci di riconoscere che le varie esperienze sono tutte molto importanti, ma sono come affluenti che devono andare tutti verso lo stesso fiume.


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Xavier Novell: La catena della fede si è spezzata, urge una nuova evangelizzazione (Coricelli)

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Appello del Papa per gli operai Ilva e la pace in Siria


CASTEL GANDOLFO DURANTE LA PREGHIERA DELL'ANGELUS


Appello del Papa per gli operai Ilva e la pace in Siria


Intanto ieri mattina sono rientrati i due ingegneri che erano stati rapiti


Nel giorno in cui a Taranto sembra essere ripresa la vita di tutti i giorni con l'incubo però della data del 3 agosto quanto il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato dall'Ilva, un forte appello al governo nazionale e alle istituzioni locali è venuto ieri da Benedetto XVI, affinchè venga trovata una soluzione alla crisi dell'Ilva di Taranto.
Come si ricorderà lo stabilimento, è stato posto sotto sequestro nei giorni scorsi per i troppi danni provcati all'ambiente. E dall'altro ieri sono terminate le manifestazioni di protesta, gli scioperi e i blocchi stradali che avevano letteralmente bloccato la città pugliese. 
Il Papa, dunque, in occasione dell'Angelus di ieri celebrato nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, ha affermato: «Mentre assicuro la mia preghiera e il sostegno della Chiesa, esorto tutti al senso di responsabilità e incoraggio le istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica». «Seguo con preoccupazione le notizie relative allo stabilimento Ilva di Taranto - ha detto ancora il Papa - e desidero manifestare la mia vicinanza agli operai e alle loro famiglie, che vivono con apprensione questi difficili momenti». Il vescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro, in questi giorni in Brasile ha subito diffuso una nota di ringraziamento «Nell'ora di una delle prove più dure per la città, le parole del Santo Padre Benedetto XVI ci sono di grande conforto. Non siamo soli». Scrive Mons Santoro. Il vescovo auspica che all'Ilva non finisca con una «guerra tra vittime» e che ci sia «l'impegno delle Istituzioni, dei sindacati, della politica, dei media». Nello stesso Angelus il Pontefice in occasione della liberazione dei due tecnici italiani rapiti in Siria si è rivolto a quanti «hanno maggiori responsabilità» nella crisi siriana per chiedere che cerchino la strada per raggiungere la pace. «Chiedo a Dio la sapienza del cuore - ha detto il Papa - in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un'adeguata soluzione politica del conflitto». L'aereo militare, un Falcon, con a bordo i due tecnici italiani rapiti in Siria, Oriano Cantani (64 anni di Genova) e Domenico Tedeschi (36 anni di Roma) è atterrato all'aeroporto di Cimpino ieri mattina. Appena scesi dall'aereo i due, apparsi in buone condizioni, sono stati accolti da Claudio Taffuri, capo dell'Unità di Crisi della Farnesina. Ad accoglierli anche la moglie di Oriano Cantani, Anna Maria Micheli, insieme al figlio. A quanto si è appreso, i due tecnici saranno ascoltati in Procura, dove è aperto un fascicolo per capire le dinamiche della vicenda. Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso «la più viva soddisfazione per la conclusione positiva della vicenda che consentirà ai due italiani di riabbracciare presto le proprie famiglie».


© Copyright Il Tempo, 30 luglio 2012 consultabile online anche qui.

domenica 29 luglio 2012

Abusi sui minori, rigore e trasparenza. L’esempio della determinazione di Benedetto XVI (Cardinale)

Disponibili in libreria gli Atti del Simposio sugli abusi sessuali su minori (febbraio 2012)


Su segnalazione di Elisabetta:


Abusi sui minori, rigore e trasparenza


L’esempio della determinazione di Benedetto XVI


Pubblicati gli atti del Simposio del febbraio scorso: «Verso la guarigione e il rinnovamento»


Testimonianza dei passi avanti fatti, sul modello del Pontefice nella cultura della prevenzione e nel sostegno alle vittime


DA ROMA GIANNI CARDINALE


Il forte e radicale impegno di Benedetto XVI - già quando era ancora cardinale per cercare di sradicare nella Chiesa cattolica il triste fenomeno degli abusi sessuali perpetrati da chierici nei confronti di minori è un dato di fatto, che non di rado, soprattutto nel mondo mediatico, si tende a rimuovere o minimizzare. 
Ora a tutti è possibile avere tra le mani una prova documentale di come questo impegno personale del Pontefice è diventato programma di lavoro serio e tenace da parte degli organismi competenti della Curia Romana e delle Chiese particolari dove questo penoso fenomeno è più avvertito. Stiamo parlando del volume dal titolo programmatico «Verso la guarigione e il rinnovamento» stampato da poco dalle Edizioni Dehoniane di Bologna. Si tratta degli atti, pubblicati a tempo di record, dell’omonimo Simposio ospitato dalla Pontificia Università Gregoriana dal 6 al 9 febbraio scorso. 
L’opera è curata da monsignor Charles J. Scicluna, il 'pm' della Congregazione per la dottrina della fede in prima linea per contrastare giudizialmente il fenomeno, e i padri gesuiti della Gregoriana Hans Zollner (vice-rettore e presidente del Comitato organizzatore) e David J. Ayotte (amministratore del Simposio). Il volume riporta all’inizio le parole di sostegno inviate dal Papa ai partecipanti, con l’esortazione «a continuare ad attingere a una vasta gamma di competenze al fine di promuovere in tutta la Chiesa una forte cultura di tutela efficace e di sostegno alle vittime». Seguono quindi tutti gli interventi. 
C’è la testimonianza toccante dell’irlandese Marie Collins vittima di violenza sessuale da parte di un prete all’età di tredici anni, che ha parlato delle dolorose conseguenze di quella violenza e anche della rinuncia del vescovo responsabile a trattare con lei e con l’autore. E c’è anche la lezione di monsignor Scicluna sugli importanti aspetti canonici che le Conferenze episcopali devono rispettare nella definizione delle linee guida sulle violenze sessuali, con la sottolineatura che la comunità cristiana deve collaborare pienamente con le autorità statali in questa lotta contro gli abusi. 
Toccante anche il testo della veglia penitenziale presieduta dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, dove i partecipanti hanno chiesto perdono per non aver difeso i bambini e i giovani.
Il Simposio e il volume e gli Atti pubblicati sono la testimonianza di un «importante passo avanti», ma non sono un punto di arrivo. Anzi. «Tutti nella Chiesa – scrivono i curatori – devono promuovere un atteggiamento di perseveranza e impegno nell’accettazione della responsabilità per il passato e della collaborazione per un futuro migliore ». In questo senso va l’annuncio della fondazione del «Centro per la protezione dei minori» dell’Istituto di psicologia all’Università Gregoriana. Questo centro con sede a Monaco di Baviera infatti, elaborerà per un periodo di tre anni un programma e-learning, cioè una piattaforma di apprendimento su Internet in varie lingue. E questo per cercare «di incentrare l’attenzione sulla violenza sessuale nella Chiesa e nella società in generale», e anche «come strumento per la prevenzione di future violenze sessuali». Insomma tutto il Simposio è stato organizzato con la speranza che il dibattito suscitato «favorisca una maggiore determinazione, trasparenza e consapevolezza del dovere di tutti i cattolici di affrontare la difficile questione della violenza sessuale». Sulla scia delle parole illuminanti e degli atti di governo decisi di papa Benedetto XVI.

© Copyright Avvenire, 28 luglio 2012

L’appello del Papa: “Basta sangue in Siria e Iraq”

Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.

«Ecco come funziona il Vaticano». Intervista con il costituzionalista Francesco Clementi (Galeazzi)

Clicca qui per leggere l'intervista segnalataci da Laura.

Il Papa ricorda l'insurrezione di Varsavia e, al termine dell'Angelus, benedice la sagra delle pesche di Castel Gandolfo (Izzo)

PAPA: RICORDA L'INSURREZIONE DI VARSAVIA, FU SCELTA ETICA


Salvatore Izzo


(AGI) - Castel Gandolfo, 29 lug. 


Benedetto XVI ha reso omaggio oggi ai patrioti e militari polacchi che il primo agosto 1944 si ribellarono combatterono contro le truppe di occupazione naziste. 
"Affidando tutto a Dio come hanno fatto i combattenti della insurrezione di Varsavia, rimanendo nell'unita' con Cristo, non commetterete errori nella scelta quotidiana dei valori", ha detto il Papa dopo la preghiera dell'Angelus. E cio', ha scandito parlando nella loro lingua ai connazionali di Papa Wojtyla che sono saliti questa mattina a Castel Gandolfo per la preghiera dell'Angelus, "perfino quanto il mondo vi tenta con i miraggi della felicita' e del divertimento. Sia lodato Gesu' Cristo". 


© Copyright (AGI)


PAPA: BENEDICE LA SAGRA DELLE PESCHE A CASTEL GANDOLFO


Salvatore Izzo


(AGI) - Castel Gandolfo, 29 lug. 


Oggi si svolge qui a Castel Gandolfo si svolge la "Sagra delle Pesche", un'iniziativa locale che esalta la qualita' della produzione dei frutteti anche pontifici e che ogni anno il Papa benedice. 
"Auspico - ha detto oggi - ogni migliore successo per questa tradizionale iniziativa che vede la collaborazione dell'Amministrazione Comunale, della Parrocchia e dell'intera cittadinanza". "A tutti - ha poi concluso Benedetto XVI - auguro una buona domenica e una buona settimana". 


© Copyright (AGI)

All'Angelus una riflessione del Papa sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Apprensione e speranza per Siria e Ilva (Sir)


BENEDETTO XVI


Non manchi il pane


All'Angelus una riflessione sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Apprensione e speranza per Siria e Ilva


“Vogliamo pregare perché non manchi mai a nessuno il pane necessario per una vita dignitosa, e siano abbattute le disuguaglianze non con le armi della violenza, ma con la condivisione e l’amore”. Nel cuore del Papa la situazione in Siria e le difficoltà degli operai dell’Ilva di Taranto: dopo la recita dell’Angelus da Castel Gandolfo un pensiero e una preghiera. 


Siria, Iraq e operai dell’Ilva. “Continuo a seguire con apprensione i tragici e crescenti episodi di violenza in Siria con la triste sequenza di morti e feriti, anche tra i civili, e un ingente numero di sfollati interni e di rifugiati nei Paesi limitrofi. Per questi chiedo che sia garantita la necessaria assistenza umanitaria e l’aiuto solidale”, ha affermato Benedetto XVI. Nel rinnovare la sua “vicinanza alla popolazione sofferente e il ricordo nella preghiera”, il Pontefice ha rinnovato “un pressante appello, perché si ponga fine a ogni violenza e spargimento di sangue”. “Chiedo a Dio - ha aggiunto - la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto”. Non è mancato un pensiero “anche alla cara Nazione irachena, colpita in questi ultimi giorni da numerosi e gravi attentati che hanno provocato molti morti e feriti. Possa questo grande Paese trovare la via della stabilità, della riconciliazione e della pace”. Il Santo Padre segue anche “con preoccupazione le notizie relative allo stabilimento Ilva di Taranto”: “Desidero manifestare la mia vicinanza agli operai e alle loro famiglie, che vivono con apprensione questi difficili momenti”. Assicurando la sua “preghiera e il sostegno della Chiesa”, ha esortato “tutti al senso di responsabilità” e incoraggiato “le Istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica”.


Un piccolo gesto. Prima della recita dell’Angelus, Benedetto XVI ha commentato l’episodio della moltiplicazione dei pani: “L’insistenza sul tema del ‘pane’, che viene condiviso, e sul rendere grazie, richiamano l’Eucaristia, il sacrificio di Cristo per la salvezza del mondo”. La Pasqua era ormai vicina e “lo sguardo si orienta verso la Croce, il dono totale di amore, e verso l’Eucaristia, il perpetuarsi di questo dono: Cristo si fa pane di vita per gli uomini”. L’Eucaristia è “il permanente grande incontro dell’uomo con Dio, in cui il Signore si fa nostro cibo, dà Se stesso per trasformarci in Lui”. Nella scena della moltiplicazione, “viene segnalata anche la presenza di un ragazzo, che, di fronte alla difficoltà di sfamare tanta gente, mette in comune quel poco che ha: cinque pani e due pesci”. Il miracolo, ha sostenuto il Papa, “non si produce a partire da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé”. Gesù “non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare ogni nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono”. 


Un re che serve. In realtà, “la folla è colpita dal prodigio: vede in Gesù il nuovo Mosè, degno del potere, e nella nuova manna, il futuro assicurato, ma si ferma all’elemento materiale”. Ma “Gesù non è un re terreno che esercita il dominio, ma un re che serve, che si china sull’uomo per saziare non solo la fame materiale, ma soprattutto la fame più profonda, la fame di orientamento, di senso, di verità, la fame di Dio”. Il Pontefice ha invitato a chiedere “al Signore di farci riscoprire l’importanza di nutrirci non solo di pane, ma di verità e di amore, del corpo di Cristo, partecipando fedelmente e con grande consapevolezza all’Eucaristia, per essere sempre più intimamente uniti a Lui”. Allo stesso tempo, “vogliamo pregare perché non manchi mai a nessuno il pane necessario per una vita dignitosa, e siano abbattute le disuguaglianze non con le armi della violenza, ma con la condivisione e l’amore”. 


La Gmg di Rio. Dopo l’Angelus, il Santo Padre ha ricordato che “tra un anno, proprio in questo periodo, si terrà la 28ª Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, in Brasile. Si tratta di una preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa e di vivere la fede”. “Guardo con speranza a questo evento - ha aggiunto - e desidero incoraggiare e ringraziare gli organizzatori, specialmente l’arcidiocesi di Rio de Janeiro, impegnati a preparare con solerzia l’accoglienza ai giovani che da tutto il mondo prenderanno parte a questo importante incontro ecclesiale”. 


Saluti plurilingue. Nei saluti in varie lingue, Benedetto XVI ha detto in polacco: “Affidando tutto a Dio come hanno fatto i combattenti della insurrezione di Varsavia, rimanendo nell’unità con Cristo, non commetterete errori nella scelta quotidiana dei valori, perfino quanto il mondo vi tenta con i miraggi della felicità e del divertimento”. In italiano ha salutato la comunità del seminario di Otranto, con l’arcivescovo mons. Donato Negro; le suore Figlie di Cristo Re, provenienti dall’Italia e da varie parti del mondo in occasione del loro Capitolo generale; i partecipanti al pellegrinaggio ciclistico degli ex allievi dell’Istituto Don Nicola Mazza di Verona. In occasione oggi della “Sagra delle Pesche” a Castel Gandolfo, ha auspicato “ogni migliore successo per questa tradizionale iniziativa che vede la collaborazione dell’amministrazione comunale, della parrocchia e dell’intera cittadinanza”.


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Il Papa: «Stop alle violenze in Siria» (Corriere)

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Gmg Rio 2013: in uscita il sussidio dei vescovi in preparazione alla Giornata (Radio Vaticana)


Gmg Rio 2013: in uscita il sussidio dei vescovi in preparazione alla Giornata


Nel momento in cui si celebra un anno dalla Gmg di Rio de Janeiro (23-28 luglio 2013), la Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) si appresta a lanciare un sussidio di preparazione intitolato “Camminando verso la Gmg di Rio”, rivolto a giovani e adulti e preparato dalla Commissione pastorale per la Gioventù. Per il segretario generale della Cnbb, nonché coordinatore della Commissione episcopale per la Gmg, mons. Leonardo Ulrich Steiner, “il sussidio vuole esortare i giovani a vivere secondo il Vangelo. 
Allo stesso tempo vuole essere anche uno strumento che li aiuti ad evangelizzare altri coetanei”. Il documento, che è stato preparato anche alla luce della Settimana Missionaria che anticipa il programma ufficiale della Gmg - riferisce l'agenzia Sir -, ruota intorno ad argomenti quali “incontro personale con Cristo”, “Brasile: la nostra cultura e la nostra fede”, “i poveri”, “riconciliazione” ed “Eucaristia”. Intanto continua a Rio de Janeiro il conto alla rovescia verso la Gmg che prevede in questo fine settimana una serie di eventi negli spazi dell’arena Maracanazinho. “Preparare la strada” è il tema dato a questo programma che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere “un assaggio della Gmg” che vedrà nel 2013 riunire milioni di giovani da tutto il mondo, molta più gente di quanta ne arriverà in Brasile per assistere alla Coppa del mondo di calcio del 2014 e alle Olimpiadi del 2016. (R.P.)


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Il Papa: Tra un anno, proprio in questo periodo, si terrà la GMG a Rio de Janeiro (Izzo)

PAPA: TRA UN ANNO A RIO DE JANEIRO CON i GIOVANI DEL MONDO


Salvatore Izzo


(AGI) - Castel Gandolfo, 29 lug. 


"Tra un anno, proprio in questo periodo, si terra' la 28a Giornata Mondiale della Gioventu' a Rio de Janeiro, in Brasile". 
Lo ha ricordato Benedetto XVI dopo l'Angelus
"Si tratta - ha spiegato il Papa che si trovera' ad affrontare questa trasferta cosi' impegnativa a 86 anni compiuti - di una preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa e di vivere la fede". "Guardo con speranza a questo evento e desidero incoraggiare e ringraziare - ha concluso - gli organizzatori, specialmente l'Arcidiocesi di Rio de Janeiro, impegnati a preparare con solerzia l'accoglienza ai giovani che da tutto il mondo prenderanno parte a questo importante incontro ecclesiale". 


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Il Papa: Gesù non è un re terreno che esercita il dominio, ma un re che serve


Benedetto XVI: Gesù non è un re terreno che domina


Castelgandolfo (Roma), 29 lug. (LaPresse) 


"Gesù non è un re terreno che esercita il dominio, ma un re che serve, che si china sull'uomo per saziare non solo la fame materiale, ma soprattutto quella più profonda, quella di Dio, di Verità". Lo ha detto il Santo Padre Benedetto XVI, introducendo l'Angelus, affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo (Roma), insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti. 
Il Papa ha fatto riferimento alla lettura del capitolo 6° del Vangelo di Giovanni, che si apre con la scena della moltiplicazione dei pani, che poi Gesù commenta nella sinagoga di Cafarnao, indicando in Se stesso il "pane" che dona la vita, ha ricordato che "lo sguardo si orienta verso la Croce, il dono totale di amore, e verso l'Eucaristia, il perpetuarsi di questo dono: Cristo si fa pane di vita per gli uomini". 
"L'Eucaristia - sottolinea - è il permanente grande incontro dell'uomo con Dio, in cui il Signore si fa nostro cibo, dà Se stesso per trasformarci in lui". Nella scena della moltiplicazione, viene segnalata anche la presenza di un ragazzo, che, di fronte alla difficoltà di sfamare tanta gente, mette in comune quel poco che ha: cinque pani e due pesci. "Il miracolo non si produce a partire da niente - dice il Papa - ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare ogni nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono".


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I bambini regalano al Papa un cesto di pesche (Adnkronos)


Papa: bambini gli regalano cesto di pesche sagra di Castel Gandolfo


Citta' del Gandolfo, 29 lug. (Adnkronos) 


"Al termine dell'Angelus siamo andati dal Papa con un gruppo di bambini che gli hanno regalato un cesto di pesche di questa zona". E' quanto racconta all'Adnkronos don Pietro Diletti, della parrocchia pontificia San Tommaso da Villanova, di Castel Gandolfo. 
Il Papa infatti oggi al termine dell'Angelus ha voluto ricordare che in questi giorni si svolge a Castel Gandolfo la sagra della Pesca.
"E' una festa - spiega il parroco - che dura tre giorni, venerdi' sabato e domenica. E' una delle sagre dei 'Castelli', una tradizione, un tempo molto popolare, che c'e' da parecchio tempo, anche se ormai di pesche se ne producono poche, ma che e' rimasta fino ad oggi. 
La festa e' organizzata dal Comune - precisa don Pietro - ma noi siamo andati dal Papa con i bambini a portargli come regalo e omaggio un cesto di pesche".


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Il Papa: La GMG preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa

Papa: Giornata gioventù occasione per sperimentare bellezza fede

Ringrazio gli organizzatori Arcidiocesi Rio de Janeiro

Roma, 29 lug. (TMNews) 

"Tra un anno, proprio in questo periodo, si terrà la 28a Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, in Brasile. Si tratta di una preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa e di vivere la fede". Lo ha detto il Papa dopo l'Angelus a Piazza S. Pietro.
"Guardo con speranza a questo evento e desidero incoraggiare e ringraziare gli organizzatori, specialmente l'Arcidiocesi di Rio de Janeiro, impegnati a preparare con solerzia l'accoglienza ai giovani che da tutto il mondo prenderanno parte a questo importante incontro ecclesiale", ha aggiunto Benedetto XVI.

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Il Papa si è affacciato anche all'esterno del Palazzo Apostolico. Ecco la trascrizione delle sue parole

Cari amici,

vi auguro una buona domenica. Oggi abbiamo sentito in Chiesa il Vangelo della moltiplicazione dei pani, un segno della bontà di Dio con noi, un segno della bontà della creazione, un segno della bontà degli uomini tra di loro. Cerchiamo che questa luce della bontà divina e nostra risplenda anche oggi in noi e tra di noi, e così sia veramente una buona domenica, una buona settimana. Auguri a voi tutti. Grazie!

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Il Papa: "Il miracolo non si produce da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare il nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono"

Ilva, il Papa preoccupato per le conseguenze occupazionali. Siria, Benedetto XVI: fermare violenza e spargimento di sangue. Appello anche per l'Iraq (Izzo)

ILVA: PAPA PREOCCUPATO PER CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI


Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 29 lug. 



"Seguo con preoccupazione le notizie relative allo stabilimento ILVA di Taranto e desidero manifestare la mia vicinanza agli operai e alle loro famiglie, che vivono con apprensione questi difficili momenti". Lo ha detto il Papa al termine dell'Angelus.  
"Mentre assicuro la mia preghiera e il sostegno della Chiesa, esorto tutti - ha scandito - al senso di responsabilita' e incoraggio le Istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica". 


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SIRIA: PAPA, FERMARE VIOLENZA E SPARGIMENTO SANGUE

Salvatore Izzo


(AGI) - Castel Gandolfo, 29 lug. 


"Rinnovo un pressante appello, perche' si ponga fine ad ogni violenza e spargimento di sangue" in Siria. Lo ha affermato Benedetto XVI dopo l'Angelus
"Continuo a seguire con apprensione - ha scandito - i tragici e crescenti episodi di violenza in Siria con la triste sequenza di morti e feriti, anche tra i civili, e un ingente numero di sfollati interni e di rifugiati nei Paesi limitrofi. Per questi chiedo che sia garantita la necessaria assistenza umanitaria e l'aiuto solidale". 
"Nel rinnovare la mia vicinanza alla popolazione sofferente ed il ricordo nella preghiera, chiedo a Dio - ha concluso - la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilita', perche' non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunita' internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un'adeguata soluzione politica del conflitto". 


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IRAQ: PAPA PREOCCUPATO PER NUOVI GRAVI ATTENTATI

Salvatore Izzo


(AGI) - Castel Gandolfo, 29 lug. 


Benedetto XVI ha espresso oggi la sua preoccupazione "anche" per "la cara Nazione irachena, colpita in questi ultimi giorni da numerosi e gravi attentati che hanno provocato molti morti e feriti". 
"Possa questo grande Paese - ha auspicato dopo l'Angelus, parlando nel cortile della residenza estiva di Castel Gandolfo, gremito da 4 mila fedeli - trovare la via della stabilita', della riconciliazione e della pace".


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PAROLE DEL SANTO PADRE ALLA RECITA DELL'ANGELUS

Il Papa: "Il miracolo non si produce da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare il nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono"

Il Papa all'Angelus: riscoprire i piccoli gesti di amore. Appello per la fine delle violenze in Siria e Iraq. Vicinanza agli operai dell'Ilva


Il Papa all'Angelus: riscoprire i piccoli gesti di amore. Appello per la fine delle violenze in Siria e Iraq. Vicinanza agli operai dell'Ilva


Angelus ricco di spunti questa domenica. Benedetto XVI durante la preghiera mariana a Castel Gandolfo ha lanciato un accorato appello per la fine delle violenze in Siria e Iraq, ha assicurato la sua vicinanza agli operai dell’Ilva, ha pregato perché la giustizia nel mondo sia attuata con l’amore e non con la violenza e ringraziato gli organizzatori della Gmg di Rio de Janeiro ad un anno dall’evento. Nella sua catechesi ha invitato a riscoprire i piccoli gesti di amore. Il servizio di Sergio Centofanti.


In Siria infuria la guerra. Benedetto XVI continua a seguire “con apprensione i tragici e crescenti episodi di violenza” nel Paese “con la triste sequenza di morti e feriti, anche tra i civili, e un ingente numero di sfollati interni e di rifugiati” negli Stati limitrofi. Per questi chiede “che sia garantita la necessaria assistenza umanitaria e l’aiuto solidale”. Ribadisce dunque la sua “vicinanza alla popolazione sofferente ed il ricordo nella preghiera”:


“Rinnovo un pressante appello, perché si ponga fine ad ogni violenza e spargimento di sangue. Chiedo a Dio la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto”. 


Rivolge poi il suo pensiero “anche alla cara Nazione irachena, colpita in questi ultimi giorni da numerosi e gravi attentati che hanno provocato molti morti e feriti”:


“Possa questo grande Paese trovare la via della stabilità, della riconciliazione e della pace”.


Il Papa guarda “con preoccupazione” anche alla vicenda dell’ILVA di Taranto, manifestando la sua vicinanza agli operai e alle loro famiglie, “che vivono con apprensione questi difficili momenti”:


“Mentre assicuro la mia preghiera e il sostegno della Chiesa, esorto tutti al senso di responsabilità e incoraggio le Istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica”.


C’è poi il ringraziamento e l’incoraggiamento agli organizzatori della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro, in Brasile, proprio tra un anno: un "importante incontro ecclesiale" a cui il Papa guarda con speranza:


“Si tratta di una preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa e di vivere la fede”.


Nella sua catechesi, il Papa, commentando il Vangelo della liturgia domenicale, ha spiegato che il miracolo della moltiplicazione dei pani “era annuncio dell’Eucaristia”. “L’Eucaristia – ha proseguito - è il permanente grande incontro dell’uomo con Dio, in cui il Signore si fa nostro cibo, dà Se stesso per trasformarci in Lui”. Quindi rileva il particolare del ragazzo, che, “di fronte alla difficoltà di sfamare tanta gente, mette in comune quel poco che ha: cinque pani e due pesci”:


“Il miracolo non si produce a partire da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare ogni nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono”. 


La folla è colpita dal prodigio e vuole proclamare re Gesù, ma il Signore si ritira sul monte, da solo:


“Gesù non è un re terreno che esercita il dominio, ma un re che serve, che si china sull’uomo per saziare non solo la fame materiale, ma soprattutto la fame più profonda, la fame di orientamento, di senso, di verità, la fame di Dio”. 


Il Papa prega perché tutti possano riscoprire l’importanza di nutrirsi "non solo di pane, ma di verità, di amore, di Cristo, del corpo di Cristo, partecipando fedelmente e con grande consapevolezza all’Eucaristia, per essere sempre più intimamente uniti a Lui”. Quindi conclude: 


“Allo stesso tempo, vogliamo pregare perché non manchi mai a nessuno il pane necessario per una vita dignitosa, e siano abbattute le disuguaglianze non con le armi della violenza, ma con la condivisione e l’amore”. 


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Dal Papa appello alla comunità internazionale per la pace in Siria (AsiaNews)


Papa: Appello alla comunità internazionale per la pace in Siria


Benedetto XVI chiede "la sapienza del cuore" per "un'adeguata soluzione politica del conflitto", che presenta una "triste sequenza di morti e feriti" e "un ingente numero di sfollati interni e rifugiati nei Paesi limitrofi". Un pensiero "alla cara nazione irachena" segnata da "numerosi e gravi attentati". La preoccupazione per l'acciaieria ILVA di Taranto e la vicinanza del papa agli operai e alle famiglie rimaste senza lavoro. Fra un anno, la Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro (Brasile). Il commento al vangelo della moltiplicazione dei pani: "Il miracolo non si produce a partire da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé".


Castel Gandolfo (AsiaNews) 


Nuovo accorato appello di Benedetto XVI per "i tragici e crescenti episodi di violenza in Siria con la triste sequenza di morti e feriti, anche tra i civili, e un ingente numero di sfollati interni e di rifugiati nei Paesi limitrofi". Alla fine dell'Angelus di oggi dal Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, il papa ha detto che segue gli avvenimenti in Siria "con apprensione". "Chiedo a Dio - ha continuato il pontefice - la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un'adeguata soluzione politica del conflitto".
Benedetto XVI ha anche ricordato la "cara Nazione irachena, colpita in questi ultimi giorni da numerosi e gravi attentati che hanno provocato molti morti e feriti. Possa questo grande Paese trovare la via della stabilità, della riconciliazione e della pace".
Il papa ha espresso la sua preoccupazione anche per la situazione dell'acciaieria ILVA di Taranto, chiusa da alcuni giorni per ingiunzione di alcuni giudici a causa dell'inquinamento prodotto in molti decenni. La decisione però è ostacolata dagli operai che si ritrovano senza lavoro e dalle decine di migliaia di famiglie che rimangono senza sostentamento. 
"Desidero manifestare la mia vicinanza - ha detto il papa - agli operai e alle loro famiglie, che vivono con apprensione questi difficili momenti. Mentre assicuro la mia preghiera e il sostegno della Chiesa, esorto tutti al senso di responsabilità e incoraggio le Istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica".
In mezzo a tante comunicazioni dolorose, Benedetto XVI ha però ricordato anche che "tra un anno, proprio in questo periodo, si terrà la 28a Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, in Brasile".  "Si tratta - ha detto il pontefice - di una preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa e di vivere la fede. Guardo con speranza a questo evento e desidero incoraggiare e ringraziare gli organizzatori, specialmente l'Arcidiocesi di Rio de Janeiro, impegnati a preparare con solerzia l'accoglienza ai giovani che da tutto il mondo prenderanno parte a questo importante incontro ecclesiale".


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