lunedì 27 febbraio 2012

In uscita il volume "Salvezza, Spirito Santo e storia" con alcuni interventi di Joseph Ratzinger (anni Settanta)

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Abbiamo la curiosa situazione di un Papa che dice di più in negativo sulla Chiesa di quanto non dicano i suoi critici (Accattoli)

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Legionari di Cristo nel caos, Oriol se ne va e fonda un altro ordine (Giansoldati)

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La battaglia di Benedetto XVI contro la pedofilia nella Chiesa: il "caso" Maciel Degollado, la "visitazione apostolica" ordinata dal Papa nei confronti dei Legionari di Cristo e la nomina del "Delegato pontificio"

La pazienza e l'umiltà. L'esperienza della tentazione nella riflessione all'Angelus del Papa (Sir)

La pazienza e l'umiltà

L'esperienza della tentazione nella riflessione all'Angelus di oggi

Tempo "propizio" per "rendere più saldo il nostro rapporto con Dio": questo è il senso della Quaresima, come ha spiegato, stamattina, Benedetto XVI, introducendo la preghiera dell’Angelus, recitata con i pellegrini convenuti a piazza San Pietro.

Le tentazioni. "In questa prima domenica di Quaresima, incontriamo Gesù che, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista subisce la tentazione nel deserto - ha ricordato il Papa -. La narrazione di san Marco è concisa, priva dei dettagli che leggiamo negli altri due Vangeli di Matteo e di Luca". Il deserto di cui si parla, ha evidenziato il Pontefice, "ha diversi significati. Può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il ‘luogo’ della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte. Ma esso può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio". Gesù "nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana". Il Santo Padre ha, quindi, rammentato il commento di San Leone Magno all’episodio evangelico delle tentazioni: "Il Signore ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio".

Pazienza e umiltà. Che cosa può insegnarci questo episodio? "Come leggiamo nel Libro dell’Imitazione di Cristo – ha affermato Benedetto XVI -, ‘l’uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive… ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico’, la pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo".

Orientarsi al bene. Gesù proclama che "il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino", annuncia che "in Lui accade qualcosa di nuovo": "Dio – ha osservato il Papa - si rivolge all’uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell’uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l’uomo nel mondo di Dio". Ma questo annuncio "è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: ‘convertitevi e credete nel Vangelo’; è l’invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna". Di qui l’invito: "Supplichiamo con fervore Maria Santissima perché accompagni il nostro cammino quaresimale con la sua protezione e ci aiuti ad imprimere nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Gesù Cristo, per convertirci a Lui". Il Pontefice ha affidato, inoltre, alla preghiera dei fedeli "la settimana di Esercizi spirituali" che questa sera inizierà con i suoi collaboratori della Curia romana.

Saluti in varie lingue. Anche nei saluti plurilingua, dopo l’Angelus il Santo Padre ha continuato a parlare della Quaresima. "Il tempo di Quaresima è molto impegnativo – ha sostenuto in francese - perché ci invita a ritornare a Dio. Gesù dopo il suo battesimo, all'inizio della sua missione, è condotto nel deserto. Con Lui viviamo questo tempo di deserto e di solitudine. Cerchiamo di rifiutare tutto ciò che può portarci lontano da Dio e di approfittare di questa Quaresima per ritornare a Lui. Coraggiosamente prendiamo le vie della preghiera", riscoprendo "l’importanza della nostra relazione con Dio". "In questi primi giorni di Quaresima – ha esortato in inglese -, vi invito a fare vostro lo spirito di questo tempo santo, attraverso la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Nel farlo, il Signore ci accompagni, in modo che, alla fine della Quaresima, possiamo degnamente celebrare la sua vittoria sulla croce". Anche in spagnolo Benedetto XVI ha sollecitato i fedeli, "guidati dalla forza di Dio", a "intensificare la preghiera, la penitenza e la pratica della carità, per giungere così vittoriosi e purificati alle celebrazioni pasquali". In polacco ricordando le parole di Gesù: "Il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo", il Papa ha sottolineato: "Con tali parole, Cristo ci esorta a fare penitenza e a cambiare vita. Bisogna che diventiamo per il mondo lievito evangelico della verità attraverso i gesti della misericordia, del perdono e della riconciliazione". In italiano saluti ai fedeli venuti da Cento di Ferrara e dalla diocesi di Bologna, da Vicenza, Bari e Modugno, ai ragazzi di alcune parrocchie della diocesi di Milano che si stanno preparando alla professione di fede, come pure alla delegazione dei "Consigli comunali dei ragazzi" della Provincia di Catania.

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Le conferenze della Quaresima 2012 a Notre Dame di Parigi. Intervento del card. Scola

«Il discorso cristiano sul senso della solidarietà è una risorsa politicamente feconda» (La Croix)

I tre pilastri della Solidarietà (Avvenire)

La presunta laicità della politica (Repubblica)

Lectio divina del Papa ai parroci romani. Intervista al card. Vallini (Mazza)

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Ici e Chiesa, le legittime preoccupazioni del mondo cattolico

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L'ici alla Chiesa ha il sapore della vendetta (Sallusti)

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Sono completamente d'accordo con Sallusti che ha evidenziamo molti punti chiave,
C'e' un certo compiacimento per le nuove norme che potrebbero anche intaccare le attivita' della Chiesa a favore dei poveri, dei bisognosi e dei nostri ragazzi.
Bastava ascoltare una famosa comica su raitre ieri sera (e poi dicono che il Vaticano ha appoggi nella tv di Stato!).
Spero che ben presto gli Italiani si accorgano del clamoroso autogol che si puo' annidare in una norma non chiara.

Ici sui beni della Chiesa, il giusto equilibrio (Garelli)

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Vedo che iniziano a farsi strada le giuste considerazioni fatte tante volte in questo blog e anche il mondo laico inizia a chiedersi: Oh, mamma! Che cosa accadrebbe se la Chiesa chiudesse i centri a tutela dei poveri e dei bisognosi?

domenica 26 febbraio 2012

Il Papa: Cristo ci esorta a fare penitenza e a cambiare vita. Benedetto XVI chiede preghiere per la la curia romana che inizia gli esercizi spirituali (Izzo)

PAPA: TUTTI DOBBIAMO FARE PENITENZA E CAMBIARE VITA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 26 feb.

"Cristo ci esorta a fare penitenza e a cambiare vita".
Lo ha ricordato il Papa commentando, nel saluto rivolto dopo l'Angelus ai pellegrini polacchi, le parole del Vangelo di Marco lette nelle liturgie dell'inizo della Quaresima: "Il regno di Dio e' vicino, convertitevi e credete al Vangelo".
"Bisogna - ha spiegato - che diventiamo per il mondo lievito evangelico della verità attraverso i gesti della misericordia, del perdono e della riconciliazione".
"Auguro a ciascuno di voi - ha aggiunto ancora nella lingua di Giovanni Paolo II - abbondanti frutti spirituali nella Quaresima e di cuore vi benedico".
Benedetto XVI ha poi salutato con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli venuti da Cento di Ferrara e dalla Diocesi di Bologna, da Vicenza, Bari e Modugno. "Saluto - ha aggiunto - i ragazzi di alcune parrocchie della diocesi di Milano che si stanno preparando alla professione di fede, come pure la delegazione dei 'Consigli Comunali dei Ragazzi' della Provincia di Catania".
"A tutti - ha concluso - auguro una buona domenica".

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PAPA: CHIEDE PREGHIERE PER LA CURIA ROMANA CHE INIZIA ESERCIZI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 26 feb.

Benedetto XVI che da questo pomeriggio partecipera' agli Esercizi Spirituali per la Curia Romana che saranno predicati dal cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa, ha chiesto ai 40 mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro di pregare per i cardinali, vescovi e prelati che saranno con lui.
"Affido - ha detto - alla vostra preghiera la settimana di Esercizi Spirituali che questa sera iniziero' con i miei collaboratori della Curia Romana".
Il tema scelto per gli Esercizi di quest'anno sara' "La comunione del cristiano con Dio" ed e' tratto dalla prima Lettera di San Giovanni che parla "della nostra comunione e' con il Padre e con il Figlio suo, Gesu' Cristo".
Gli Esercizi Spirituali avranno inizio oggi alle 18, con l'Esposizione Eucaristica, la celebrazione dei Vespri, la meditazione, l'adorazione e la benedizione eucaristica. Nei giorni seguenti, al mattino si terranno le celebrazioni delle Lodi e dell'Ora Terza, mentre nel pomeriggio seguiranno i Vespri, l'adorazione e la benedizione eucaristica. Sabato 3 marzo, alle ore 9, avra' luogo la meditazione conclusiva.
E' la terza volta che un prelato africano predica in Vaticano. Prima del cardinale Monsengwo, gli esercizi spirituali quaresimali furono tenuti nel 1984, dal cardinale Alexandre do Nascimento, arcivescovo di Lubango, in Angola, e nel 2009, dal cardinale nigeriano Francis Arinze, prefetto emerito della Congregazione romana per il culto divino.

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Chi fra i quattro firmatari della nota del 4 febbraio scorso ha parlato anonimamente con il "monsignore" di Repubblica?

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Leggo:


"Qualcuno dei monsignori che appare in calce al testo non ha avuto nemmeno il tempo di leggerlo con attenzione e, magari, apportare qualche osservazione. "Siamo stati costretti a firmare a scatola chiusa", confida una dei 4 firmatari".

Delle due l'una: o uno di questi firmatari ha parlato anonimamente con il "monsignore" o non e' vero e in quest'ultimo caso mi aspetto smentite da tutti gli interessati.
Se pero' tutto tacera'...

R.

CASO VIGANO': DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENZA DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Il Papa: Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio

Papa: Sempre presente nella storia la tentazione di rimuovere Dio

Quaresima momento propizio per penitenza e opere di carità

Roma, 26 feb. (TMNews)

"La pazienza e l'umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell'uomo".
Papa Benedetto XVI prima di recitare l'Angelus a San Pietro in occasione della prima domenica di Quaresima ha ricordato l'episodio della tentazione di Gesù nel deserto.
"Dio si rivolge all'uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore - ha ricordato il Santo Padre - Dio si incarna ed entra nel mondo dell'uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l'uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande.
L'invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna".

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Il Papa ai fedeli: Vi affido la settimana di esercizi spirituali per la Quaresima

Papa: Vi affido settimana di esercizi spirituali per la Quaresima

Si concluderanno sabato mattina 3 marzo. Sospese tutte le udienze

Roma, 26 feb. (TMNews)

"Supplichiamo con fervore Maria Santissima perché accompagni il nostro cammino quaresimale con la sua protezione e ci aiuti ad imprimere nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Gesù Cristo, per convertirci a Lui.
Affido, inoltre, alla vostra preghiera la settimana di Esercizi spirituali che questa sera inizierò con i miei Collaboratori della Curia Romana".
Papa Benedetto XVI si è rivolto così ai fedeli giunti a piazza S. Pietro per ascoltare l'Angelus.
Alle ore 18 di oggi, I Domenica di Quaresima, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano iniziano gli Esercizi Spirituali, ai quali partecipa il Santo Padre Benedetto XVI. Le meditazioni sul tema: La comunione del cristiano con Dio - «E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo» (1Gv 1,3), saranno dettate dal Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).
Gli Esercizi, che si concluderanno sabato mattina 3 marzo, avranno il seguente svolgimento: Domenica 26 febbraio, alle ore 18: Esposizione Eucaristica, Celebrazione dei Vespri, Meditazione introduttiva, Adorazione e Benedizione Eucaristica.
Nei giorni successivi, alle ore 9.: Celebrazione delleLodiMeditazione. Alle ore 10.15: Celebrazione dell'Ora Terza, Meditazione. Alle ore 17: Meditazione. Alle ore 17.45: Celebrazione dei Vespri, Adorazione e Benedizione Eucaristica. Sabato 3 marzo, alle ore 9: Celebrazione delleLodie Meditazione conclusiva. Nella settimana degli Esercizi Spirituali sono sospese tutte le udienze, compresa l'Udienza Generale di mercoledì 29 febbraio.

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Anno della Fede, istruzioni per l’uso (Galeazzi)

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Il Papa: la Quaresima è momento propizio per rinnovare il nostro rapporto con Dio (Adnkronos)

Papa: ''Quaresima è momento propizio per rinnovare il nostro rapporto con Dio''

Città del Vaticano - (Adnkronos)

"La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell'uomo".
Lo ha detto il Papa nella I Domenica di Quaresima, affacciandosi dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
"Dio - ha continuato il Pontefice - si rivolge all'uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell'uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l'uomo nel mondo di Dio". "Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande - ha aggiunto - Gesù, infatti, aggiunge: 'convertitevi e credete nel Vangelo'; è l'invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero".
"Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna", ha rimarcato.
"Affido, inoltre, alla vostra preghiera - ha concluso - la settimana di Esercizi spirituali che questa sera inizierò con i miei Collaboratori della Curia Romana". Alle ore 18 di oggi, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano, iniziano infatti gli esercizi spirituali, ai quali partecipa Benedetto XVI.

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Ici e Chiesa, il sottosegretario Polillo: senza utili non si pagherà. Avvenire: non si può uccidere la Grecia (Izzo)

ICI CHIESA: SOTTOSEGRETARIO POLILLO, SENZA UTILI NON SI PAGHERA'

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 26 feb.

L'esenzione dall'Imu sara' garantita comunque agli enti "no profit" - e dunque anche a parrocchie e istituti religiosi - che non ricavano utili dalle loro attivita'.
Lo ha detto ad Avvenire Gianfranco Polillo, sottosegretario all'Economia del governo Monti. "Il concetto e' semplice ed e' iscritto nei principi generali dell'ordinamento: paga l'Imu chi iscrive un utile in bilancio. Chi, insomma, lucra sull'attiva che svolge".
"In questo Paese - commenta Polillo riguardo alle polemiche sull'emendamento - c'e' una tendenza a complicare le cose, a cercare la notizia sensazionalistica anche in un provvedimento ordinario come quello che abbiamo varato sul non profit, che certo non vuole aggredi re chi svolge un servizio alla collettivita'". In sostanza, esemplifica Polillo, "se la retta alla scuola parificata serve a sostenere i costi di gestione, non si puo' considerare attivita' commerciale. Per un ospedale: e' lo stesso. Il decreto, oltre a stabilire come si calcola la porzione d'edificio da cui si 'lucra', terra' conto di questo principio". Riguardo al testo proposto dal governo del quale ieri Avvenire aveva scritto che lascia aspetti da chiarire, Polillo giura: "per me e' ovvio, non ho dubbi: paghera', senza eccezioni, chiunque tragga profitto dalle attivita' svolte".
In risposta al giornale della Cei che lamentava la identificazione sui media della Chiesa Cattolica come unica destinataria del provvedimento, il sottosegretario assicura inoltre che "nelle riunioni non c'e' mai stata una personalizzazione della questione, non e' una 'norma ad personam', per intenderci. E ci stupiamo anche noi - dice - di come e' stata interpretata".
Infine Polillo nega che ci siano stime sul possibile gettito.
"Chi le fa - scherza - gioca al lotto. L'unica stima seria e' quella del mio collega Vieri Ceriani, che parla di circa cento milioni. In ogni caso qualsiasi somma entrera', come noto, la metteremo nel fondo per abbassare le tasse", gia' istituito da tempo e finora non attivato.

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CRISI: AVVENIRE, NON SI PUO' UCCIDERE LA GRECIA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 26 feb.

"Se si vuole veramente evitare il fallimento della Grecia, occorre dar vita a un progetto sostenibile e solidale, non uccidendo il malato con la cura".
Lo scrive Avvenire nel suo editoriale.
"Per far questo - spiega l'economista Luigino Bruni sul quotidiano della Cei - occorre che l'Europa sia piu' presente, e che, soprat tutto, inizi a parlare. Quando un Paese vive un momento difficile e grave e' necessario che la politica svolga la sua funzione simbolica, sappia parlare alla gente per rende re comprensibili e possibili anche grandi sacrifici".
In merito l'articolo ricorda l'esempio dei leader politici del passato, "da Churchill a De Ga speri e a Mandela: statisti che hanno sapu to parlare al cuore della loro gente, in gran di momenti di sofferenza individuale e collettiva".
Ma oggi, rileva, nessuno "sta parlando ai greci a nome dell'Europa. Non puo' ne' deve parlare la Bce, non ci riesce il debolissimo Parlamento di Straburgo, ne' la Commissione di Bruxelles, i cui leader sono totalmente assenti dai dibattiti e dai media in questi me si cruciali, dove invece spopolano i capi dei governi nazionali".
"Cio' che poi piu' colpisce quando osserviamo la Grecia - conclude Avvenire - e' la solitudine di quel popolo: dov'e' sono gli altri Stati fratelli? Dove sono i concittadini europei?".

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Il Papa: Quaresima, la tentazione di rimuovere Dio da se stessi e dal mondo (AsiaNews)

Su segnalazione di Laura leggiamo:

Papa: Quaresima, la tentazione di rimuovere Dio da se stessi e dal mondo

Benedetto XVI sottolinea che la Quaresima significa costruire la vita "non fuori" dal Signore, "come se non esistesse". Il "deserto" è il luogo della debolezza dell'uomo, ma anche luogo dove sperimentare la presenza di Dio. Da stasera il pontefice e la Curia romana partecipano agli esercizi spirituali predicati dal card. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa.

Città del Vaticano (AsiaNews)

"La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell'uomo".
Il tempo di Quaresima è un periodo in cui con "pazienza" e "umiltà" si segue "ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita".
Benedetto XVI ha sintetizzato così il senso del tempo liturgico della Quaresima, oggi alla sua prima domenica, davanti a migliaia di pellegrini radunati in piazza san Pietro per l'Angelus.
Riferendosi al vangelo della messa di oggi (Mc 1,12-13), che racconta della permanenza di Gesù nel deserto, il papa ha spiegato che il deserto "ha diversi significati": "Può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il 'luogo' della debolezza dell'uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte. Ma esso può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio. Gesù «nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana» (Mc 1,13). San Leone Magno commenta che «il Signore ha voluto subire l'attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio» (Tractatus XXXIX,3 De ieiunio quadragesimae: CCL 138/A, Turnholti 1973, 214-215)".
Continuando a commentare il vangelo, il pontefice ha aggiunto: "Gesù proclama che «il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15), annuncia che in Lui accade qualcosa di nuovo: Dio si rivolge all'uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell'uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l'uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: «convertitevi e credete nel vangelo» (Mc 1,15); è l'invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna".
Prima di concludere la sua riflessione, egli ha chiesto a tutti di pregare per la settimana di esercizi spirituali che egli e la Curia romana iniziano questa sera. Il predicatore scelto per quest'anno è il card. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo). Il tema delle meditazioni sarà "La comunione del cristiano con Dio - «E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo» (1Gv 1,3)".

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Il Papa:la tentazione del nemico è rimuovere Dio (Ambrogetti)

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Il Papa: "La maggiore tentazione dell'uomo è rimuovere Dio"

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La Quaresima, momento propizio per rafforzare il nostro rapporto con Dio. Così il Papa all’Angelus (Radio Vaticana)

Su segnalazione di Laura leggiamo:

La Quaresima, momento propizio per rafforzare il nostro rapporto con Dio. Così il Papa all’Angelus

Preghiera, gesti di penitenza e opere di carità fraterna. Così, in Quaresima, si rinnova il nostro rapporto con Dio. Lo ha detto il Papa, oggi all’Angelus in Piazza San Pietro, nel giorno in cui in Vaticano cominciano - alle 18.00 presso la Cappella Redemptoris Mater - gli Esercizi spirituali per la Curia Romana, in preparazione della Pasqua. Il tema è: “La comunione del cristiano con Dio”; a proporre le meditazioni, fino al 3 marzo, è il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo. Il servizio di Giada Aquilino:

La Quaresima, momento propizio per rafforzare il nostro rapporto con Dio. Questa la riflessione di Benedetto XVI, stamani alla recita dell’Angelus. Nella prima domenica di Quaresima, il Papa ha riflettuto su Gesù che, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista, subisce la tentazione nel deserto, come raccontato nel Vangelo di Marco: Gesù «nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana». Quindi un esame dei “diversi significati” di deserto. “Può indicare - ha ricordato il Pontefice - lo stato di abbandono e di solitudine, il ‘luogo’ della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte”. Ma al contempo, ha proseguito, “può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo”, come nel caso del popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana: lì, ha detto il Papa, “si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio”. Proprio come il Signore che - ha spiegato Benedetto XVI, citando San Leone Magno - “ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio”.

Da qui un insegnamento, che leggiamo nel Libro dell’Imitazione di Cristo: l’uomo “non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive”, ma è “con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico”:

“La pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo”.

Poi in Gesù “accade qualcosa di nuovo”, proclama - ha spiegato il Santo Padre - che “il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”: Dio si rivolge all’uomo “in modo inaspettato”, “con una vicinanza unica concreta, piena di amore”; si incarna ed entra nel mondo dell’uomo “per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l’uomo nel mondo di Dio”. Ma questo annuncio - ha proseguito il Papa - è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande:

“Gesù, infatti, aggiunge: ‘convertitevi e credete nel Vangelo’; è l’invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna”.

Il Pontefice, pregando per il cammino quaresimale appena cominciato, ha poi ricordato ai fedeli che iniziano oggi in Vaticano gli Esercizi spirituali:

“Affido, inoltre, alla vostra preghiera la settimana di Esercizi spirituali che questa sera inizierò con i miei Collaboratori della Curia Romana”.

Nei saluti finali nelle varie lingue, il Santo Padre ha ancora esortato in questo tempo penitenziale pasquale a pregare, “alla conversione per raggiungere una più profonda conoscenza di Gesù”, a “fare penitenza e a cambiare vita”, con gesti di misericordia, perdono e riconciliazione.

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