martedì 20 novembre 2012

Libro, il Papa: troppa fantasia nella traduzione della Cei e dei vescovi tedeschi. Nessun Presepio rinuncerà al bue ed all'asinello (Izzo)


LIBRO PAPA: TROPPA FANTASIA IN TRADUZIONI CEI E VESCOVI TEDESCHI

Salvatore Izzo

 (AGI) - CdV, 20 nov. 

Come aveva fatto nel 2007 nel suo primo libro su "Gesu' di Nazaret", Joseph Ratzinger-Benedetto XVI non risparmia qualche rilievo critico alle moderne traduzioni cattoliche delle Scritture. 
Se l'altra volta pero' era citata solo la traduzione Cei, questa volta il Pontefice - soffermandosi sul versetto che racconta del canto degli angeli (e non dei pastori) 'Gloria a Dio nel piu' alto dei cieli e pace agli uomini...' - ha allargato il discorso a quella ufficiale nella "sua" lingua. "Cio' che fino a poco tempo fa veniva reso con 'uomini di buona volonta'' - contesta il Papa teologo - e' espresso ora nella traduzione tedesca con 'uomini della sua grazia'. 
Nella traduzione della Cei si parla di 'uomini che egli ama'" mentre la traduzione letterale del testo originale greco suona cosi': 'la pace agli uomini del suo compiacimento'". 
Secondo Papa Ratzinger, "dietro alla differenza tra le traduzioni sta, in ultima analisi, la questione circa la relazione tra la grazia di Dio e la liberta' umana". "Sono qui possibili - rileva - due posizioni estreme: anzitutto l'idea dell'assoluta esclusivita' dell'azione di Dio, cosi' che tutto dipende dalla sua predestinazione. 
All'altro estremo invece una posizione moralizzante, secondo la quale, in fin dei conti, tutto si decide mediante la buona volonta' dell'uomo". Dunque, se "la traduzione precedente, che parlava degli uomini 'di buona volonta', poteva essere fraintesa in questo senso", per il Pontefice teologo, "la nuova traduzione puo' essere mal interpretata nel senso opposto, come se tutto dipendesse unicamente dalla predestinazione di Dio".

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LIBRO PAPA: NESSUN PRESEPIO RINUNCERA' A BUE E ASINELLO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 20 nov. 

"Nessuna raffigurazione del presepe rinuncera' al bue e all'asinello". 
Lo scrive Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nel libro "L'infanzia di Gesu'" che e' stato presentato oggi. Il Papa ammette che nelle pagine dedicate alla Nativita', "nel Vangelo non si parla di animali". "Ma - aggiunge - la meditazione guidata dalla Fede, leggendo l'Antico Testamento e il Nuovo, ha ben presto colmato questa lacuna rinviando ad Isaia: 'Il bue conosce il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende". 
"I due animali - dunque - come rappresentazione dell'umanita', di per se' priva di comprensione, che, davanti all'umile comparsa di Dio nella stalla, arriva alla conoscenza e, nella poverta' di tale nascita riceve l'Epifania che or atutti insegna a vedere. L'iconografia cristiana - sottolinea il Pontefice - gia' ben presto ha colto questo motivo". 

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