martedì 30 ottobre 2012

Immigrati, il Papa invita anche «ad evitare il rischio del mero assistenzialismo, per favorire l'autentica integrazione»

Il Messaggio di Benedetto XVI in occasione della 99° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

CITTÀ DEL VATICANO

«Ogni Stato ha il diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, assicurando sempre il rispetto della dignità di ogni persona umana».
Ma «nel contesto socio-politico attuale, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra».
Lo ha sottolineato, fra l'altro, Papa Benedetto XVI, nel messaggio scritto in occasione della novantanovesima «Giornata mondiale del Rifugiato» che ricorrerà il prossimo 13 gennaio 2013, presentato ieri in Vaticano.
«Diritto primario dell'uomo - ha ammonito Ratzinger facendo sue le stesse parole usate nel 1988 da Giovanni Paolo II nel suo discorso in occasione del Congresso mondiale delle Migrazioni - è quello a vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all'emigrazione». E «oggi infatti vediamo che molte migrazioni - ha ammonito papa Benedetto - sono conseguenza di precarietà economica, di mancanza dei beni essenziali, di calamità naturali, di guerre e disordini sociali».
Il Papa ha invitato anche «ad evitare il rischio del mero assistenzialismo, per favorire l'autentica integrazione». «Sono 214 milioni i migranti internazionali, cioè il 3% per cento della popolazione mondiale, in aumento rispetto al 2005, nonostante gli effetti della crisi » ha affermato il presidente del Pontificio Consiglio per i migranti, card. Vegliò.

© Copyright Il Tempo, 30 ottobre 2012 consultabile online anche qui.

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