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Sara' interessante vedere se il sito del Vaticano diffondera' il testo del Messaggio del Papa, se lo ignorera' o se lo pubblichera' solo in latino ed ungherese come continua a fare ostinatamente con il Summorum Pontificum.
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Purtroppo ieri il testo del Papa non è stato diffuso. Spiace vedere come si sia cercato di snobbare e minimizzare quanto è avvenuto. Ancora una volta
RispondiEliminaDovra' essere diffuso.
RispondiEliminaIn caso contrario avremo una ulteriore prova di "come vanno le cose in Vaticano".
Non vorrei trovarmi costretta a dare ragione a certe interpretazioni del caso Vatileaks...
R.
Ti ringrazio Raffaella di seguire da vicino se i media cattolici parleranno del Pellegrinaggio e se la Santa Sede pubblicherà il messaggio del Papa.
RispondiEliminaSe ciò non dovesse avvenire avremo ancora una volta la triste prova che i cattolici "legati" alla Santa Messa Antica sono una sorta di cattolici di serie B da, come minimo, ignorare se non ostracizzare.
Spero di non dover constatare che anche i messaggi che rivolge loro il Successore di Pietro sono silenziati, un pò come se il Papa non avesse parlato.
Vedremo.
Concordo!
RispondiEliminaSarebbe gravissimo perche' significherebbe che si filtrano le parole del Papa.
R.
Bisogna vedere cosa riescono a fare alla sezione francese della radio vaticana,basta leggere le lamentele dei blog francofoni....
RispondiEliminaDa chi dipende infine la gestione del sito della Santa Sede? Voglio dire, chi ne risponde a livello apicale diretto? Si tratta per caso del "nipote" che dicono essere "responsabile informazione della segreteria di Stato"?
RispondiEliminaDi chiunque si tratti, questa cocciutaggine (mi riferisco alle mancate traduzioni, dopo cinque anni, del Motu proprio Summorum Ponficum) comincia a diventare un caso grave.
Non dovrebbero esserci difficoltà a capire l'utilità, per esempio per i fedeli italiani, di conoscere direttamente il testo di una legge universale della Chiesa latina che ristabilisce l'uso del Messale romano nella forma extraordinaria. Tra l'altro, si tratta non solo di una forma NORMALE, come appena spiegato dal Capo-dicastero per la Liturgia, ma anche, proprio perché tale, dell'unica realmente normativa, stante che, come universalmente risaputo, quella successiva al Concilio (però in gran parte difforme dai suoi dettami), tolto il Canone (grazie a Dio!), non "norma" un bel nulla e ognuno fa di testa propria.
Sarebbe quindi auspicabile nell'Anno della Fede ("lex orandi lex credendi") la massima diffusione di questa forma normale e normativa del Rito della Santa Messa, e a ciò indubbiamente servirebbe la divulgazione linguistica generale, nell'orbe cattolico, della Legge che l'ha ristabilita.
Cosa si può fare per convincere i poliglotti internetici del Vaticano?